Non fate sapere a Virginia che c’è la spesa antifascista

Spesa antifascista

Speriamo che Virginia Raggi, dopo i francesi, non scopra la spesa antifascista. Sarebbe un modo per risparmiare quattrini e buoni pasto probabilmente, visto che la tribù è sempre più minoritaria. Ma nel menù della solidarietà non si può comprendere la parmigiana partigiana e quindi le sarà difficile competere con Parma.

Li’ c’è un sindaco che ha lo stesso vizio d’origine della Raggi. È il noto Pizzarotti, che alla poltrona di primo cittadino arrivò da grillino. Poi se ne è andato o lo hanno cacciato e per piacere alla sinistra si mette la casacca antifascista. E si è inventato – ed è davvero incredibile – che chi aspira al buono spesa ideato contro il coronavirus non debba avere idee che non gli piacciono.

La spesa è diventata antifascista…

In pratica- ha denunciato Il Primato Nazionale –  chi vuole mangiare deve dichiarare, secondo il Comune di Parma, di “ripudiare il fascismo”, “di non professare e fare propaganda di ideologie xenofobe, razziste, sessiste” e “di non compiere manifestazioni esteriori di carattere fascista e/o nazista, anche attraverso l’utilizzo di simbologie o gestualità ad essi chiaramente riferiti”. Ad esempio, visto che non puoi stringere più la mano altrui, se saluti alzandola un po’ più di quanto gradisca Pizzarotti rischi il digiuno.

Classe dirigente, non c’è dubbio. E chissà che cosa si rischia se uno li definisce scemi col botto. Perché diventa difficile trovare una definizione più adeguata.

Alla Raggi potrebbe venire la bella pensata. Visto che ad esempio ha l’ossessione di CasaPound potrebbe evitare di dare buoni spesa alle famiglie che non hanno casa e hanno trovato ospitalità nello stabile che a lei dà così ai nervi.

Il sindaco di Roma potrebbe ordinare ai parenti superstiti delle persone che avevano una strada intitolata in città e che ha modificato per finalità antifasciste di abiurare persino i loro avi se bisognose di aiuto.

Se Roma scimmiotta Parma

L’idea potrebbe venirle in soccorso anche per altri servizi. Cassonetti pieni a chi non ripudia semplicemente perché rifiuta il ridicolo e svuotati a chi canta Bella Ciao. Essendo statisticamente sempre più pochi, il risparmio sarebbe considerevole.

Trasporti pubblici tutti da un lato con il divieto di fermata sulla destra, anche se è a Londra che si guida a sinistra. Pazienza, i romani si abitueranno.

Illuminazione e buche non ne parliamo, chissà che cosa può tirare fuori la Raggi scimmiottando Parma. Ecco, stamane qualcuno le tolga la rassegna stampa. Sennò, con la scusa che siamo quasi alla vigilia del 25 aprile Virginia sarà capace di imbandire una grande tavolata con assembramento rosso, sfidando pure il coronavirus.

Anche se il marito dice che non sa cucinare, Virginia avrà risorse immense a sua disposizione: pensiamo a quanto sarebbe contento Chef Rubio. In fondo, le teste malate si ritrovano facile facile.

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