Nuove regole per andare nel Regno Unito: Easy Jet, voli partiti senza passeggeri, 100 bloccati tra code e malori per i nuovi controlli EES

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Arrivano in aeroporto con ore di anticipo. Ma non basta. Caos ai controlli di frontiera dopo l’entrata in vigore delle nuove norme per entrare in Inghilterra, dove un volo EasyJet è decollato lasciando a terra circa 100 passeggeri diretti a Manchester. Adesso l’ETA (Electronic Travel Authorisation) è obbligatoria per entrare nel Regno Unito per i cittadini UE, inclusi gli italiani. Non basta più il passaporto: serve questa autorizzazione digitale da richiedere online.

Code fino a tre ore e volo partito mezzo vuoto

È successo domenica 12 aprile, quando i passeggeri del volo Milano–Manchester si sono ritrovati intrappolati nelle file del controllo passaporti. Attese fino a tre ore, in un contesto reso ancora più difficile dal caldo e dalla confusione. Secondo le testimonianze, sull’aereo sono salite appena 30 persone. Tutti gli altri sono rimasti bloccati prima dei controlli. Quando alcuni di loro sono arrivati finalmente al banco, era troppo tardi: il volo era già partito.

Tra i passeggeri c’è chi ha accusato malori, tra svenimenti e nausea. La situazione, raccontano, è diventata pesante con il passare delle ore. Una ragazza inglese di 17 anni ha spiegato di essere arrivata in aeroporto alle 7:30 per un volo previsto alle 11. «La fila era enorme. Quando siamo arrivati davanti, ci hanno detto che l’aereo era partito», ha raccontato. Per lei e il fidanzato, una notte da passare su un letto improvvisato fatto di borse e giacche, in attesa di un nuovo volo il giorno dopo, a costi enormi. E un rimborso di appena pochi centesimi.

Biglietti persi e costi alle stelle

Molti passeggeri hanno dovuto acquistare nuovi voli, spesso verso Londra Gatwick invece che Manchester, con costi aggiuntivi anche per il rientro in treno. La famiglia di una ragazza ha speso oltre 500 sterline per riorganizzare il viaggio. A fronte di questo, la compagnia avrebbe offerto un rimborso simbolico di appena 12 sterline, cosa che ha fatto infuriare la giovane.

Tra i bloccati anche famiglie con bambini piccoli. Un uomo, in viaggio con la moglie e una neonata, ha raccontato ore passate tra telefonate senza risposta e tentativi di trovare una sistemazione. Nel frattempo, la tensione è salita anche tra aeroporto e compagnia aerea. «Si rimpallano la responsabilità», raccontano i passeggeri, rimasti senza indicazioni chiare per ore.

I nuovi controlli EES

Alla base del caos c’è l’introduzione del nuovo sistema europeo EES (Entry/Exit System), entrato pienamente in funzione il 10 aprile. Il meccanismo prevede la registrazione di dati biometrici come impronte digitali e fotografie, sostituendo i timbri sul passaporto. Un passaggio che richiede più tempo per ogni viaggiatore. E che, almeno in questa fase iniziale, sta mettendo sotto pressione gli aeroporti. Da EasyJet fanno sapere di essere a conoscenza dei disagi e di aver cercato di limitare l’impatto, anche ritardando alcune partenze e offrendo cambi gratuiti di volo. La compagnia, però, ha ribadito che la situazione dipende dai controlli di frontiera e che i ritardi sono fuori dal suo controllo. 

Roma Fiumicino: aeroporto “preparato”

Roma Fiumicino era già operativo con il nuovo Entry/Exit System (EES) dal 12 ottobre 2025. Questo ha limitato i disagi per i voli in partenza dalla Capitale verso l’Inghilterra. Ma anche a Fiumicino si sono registrati ritardi e rallentamenti legati alla fase di avvio del sistema, soprattutto perché molti passeggeri non avevano compreso quali procedure seguire. Ma, a differenza a quanto accaduto a Milano, non ci sono stati viaggiatori rimasti a terra o costretti a cambiare volo.