Nuovo maxi Porto crocieristico di Fiumicino, il Tribunale affonda il ‘Sì’ del Ministero: “Non è un semplice porto turistico”


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Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha annullato la VIA-Valutazione di Impatto Ambientale positiva relativa al nuovo maxi porto turistico-crocieristico di Fiumicino-Isola Sacra, colpendo al cuore uno dei progetti più pesanti e divisivi del litorale romano: non un semplice porto turistico, ma un’infrastruttura con una robusta funzione crocieristica.

La sentenza che cambia la partita

La sentenza n. 12191/2026, pubblicata quest’oggi 3 luglio, cancella il decreto di compatibilità ambientale rilasciato dal Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero della Cultura. Per i giudici amministrativi, l’iter non regge. Il progetto è stato trattato come ‘semplice’ porto turistico, ma la presenza di navi da crociera, terminal passeggeri, flussi milionari e logistica dedicata cambia completamente la natura dell’opera, secondo i giudici.

Non solo barche: il nodo delle crociere

Il TAR Lazio mette nero su bianco il punto politico più scomodo: chiamarlo “porto turistico” non basta. Il progetto prevede circa 1.200 posti barca, ma anche un molo destinato alle crociere, un terminal da 11.500 metri quadrati (più di due campi di calcio di serie A) e una capacità stimata fino a 1,3 milioni di turisti l’anno. Una scala che, secondo i giudici, non può essere derubricata a semplice funzione accessoria.

Il colpo alla narrazione: l’assetto crocieristico non è un ‘dettaglio’

Ed è proprio qui che la sentenza diventa esplosiva. Il TAR, infatti, rovescia l’impianto narrativo usato dai sostenitori dell’opera: la crocieristica non è un dettaglio del progetto, ma una componente decisiva. Se l’infrastruttura ospita navi da crociera per una parte rilevante dell’anno e punta a intercettare grandi flussi turistici, non può essere liquidata come marina da diporto con qualche funzione aggiuntiva.

Paesaggio e rischio idraulico

La bocciatura non si ferma alla classificazione del porto. Il TAR censura anche il mancato rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e il mancato coinvolgimento dell’Autorità di Bacino, nonostante una parte dell’area sia interessata dal rischio idraulico R3. Tradotto: non si può dare un via libera ambientale lasciando in sospeso due nodi così delicati.

Ora il progetto si ferma

Il porto non è cancellato per sempre, ma la sua corsa si arresta. La VIA positiva non esiste più e gli atti successivi perdono il loro principale presupposto. Fiumicino Waterfront, Comune, Regione e ministeri potranno tentare la strada dell’appello al Consiglio di Stato o riaprire la procedura. Ma non sarà una semplice correzione di carte: il TAR chiede una cornice diversa.