Occupato il Visconti. Gli studenti chiedono le dimissioni del ministro Bianchi

Il Visconti da questo fine settimana è il sesto liceo occupato della Capitale. Sulla scia dei primi, il Manara e il Cavour, si sono via via aggiunti altri istituti. Con agitazioni proclamate dai rispettivi collettivi studenteschi, per un autunno che si preannuncia piuttosto caldo. Le proteste sono varie, e spaziano dalla condanna contro una visione ‘aziendalista’ della scuola fino agli orari sfalsati per gli ingressi e le uscite. Passando per gli spazi troppo ristrettì nelle aule e il mancato potenziamento del trasporto pubblico locale. L’ultima occupazione in ordine di tempo, quella appunto del Visconti a Piazza del Collegio Romano, ha però alzato l’asticella. Perché gli studenti hanno chiesto a gran voce le dimissioni del ministro della Pubblica istruzione Bianchi. Che secondo gli occupanti, non starebbe tutelando adeguatamente la scuola pubblica. Critiche anche per i futuri esami che coinvolgeremmo a giugno gli studenti dell’ultimo anno. In questo caso, i ragazzi vorrebbero mantenuto il modello adottato in questi anni di pandemia. Con una sessione orale, e niente prove scritte. Nella constatazione che il covid esiste ancora, e che comunque in Dad sono stati anche gli studenti che adesso stanno svolgendo l’ultimo anno di corso.

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La protesta e il comunicato del collettivo del Visconti

L’ipocrisia amministrativa e politica che ha devastato la scuola pubblica italiana non ci lascia alternative né margini di scelta – fanno sapere in un comunicato gli occupanti – . Come parte degli studenti del Visconti abbiamo deciso di unirci a moltissimi altri licei di Roma che hanno occupato gli scorsi giorni e le scorse settimane. La classe politica del paese da decenni massacra non solo, a prescindere dal colore politico di esecutivi e maggioranze, il tessuto sociale ed economico italiano, ma è riuscita ad abbattere con trent’anni di riforme criminali uno dei modelli di scuola pubblica più efficaci ed egualitari (come da prerogativa costituzionale) d’Occidente”.

“Ministro Bianchi, si dimetta”

“Il Ministro Bianchi deve immediatamente dimettersi” la prima rivendicazione degli studenti barricati. Contro “l’aziendalizzazione della scuola, iniziata già dalla riforma Gelmini e continuata durante la pandemia”. La protesta tira in ballo anche gli esami Invalsi e Pisa, i programmi ex alternanza scuola-lavoro “per alienarci e svilire la portata di una formazione reale che produca cittadini attivi”. Inoltre, gli studenti chiedono che l’esame di stato per il 2021-2022 ” sia identico a quello per gli anni 2019-2020 e 2020-2021, senza prove scritte e solamente prove orali: negarlo sarebbe il colmo per studenti e docenti che quotidianamente devono confrontarsi con il trauma didattico che è stata la Dad”.

Spazi negati

Inoltre, si punta il dito contro “un’altra grave lacuna nel percorso di educazione e formazione degli studenti italiani: l’educazione sessuale e affettiva. L’Italia è fra gli ultimi Paesi europei a non averla implementata nel programma, impedendo agli studenti di acquisire una cultura approfondita e scientifica su tematiche che li riguardano, come la contraccezione e le malattie sessualmente trasmissibili”. E come successo in altri licei occupati o in sciopero, come il Cavour e il Manara, anche dal Visconti chiedono di riappropriarsi degli spazi “negati”: “L’anno scorso il Ministero dei Beni culturali ci ha negato degli spazi ad uso didattico – denunciano – , adiacenti alla nostra porzione di Collegio romano, costringendoci di fatto a restare in Dad in una percentuale di studenti maggiore di quanto fosse obbligatorio per legge’.

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