Oggi “il Califfo” avrebbe compiuto 84 anni: il ricordo degli amici al cimitero di Ardea

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Il “Califfo”, Franco Califano, oggi avrebbe compiuto 84 anni. Gli amici e i sostenitori lo hanno voluto ricordare in una cerimonia al cimitero di Ardea, dove riposa. Era nato infatti il 14 settembre 1938 a Tripoli, dove il padre, che era nel Regio Esercito si era trasferito con la famiglia. Califano morì nella “sua” Roma il 30 marzo del 2013. Il 18 dello stesso mese si era esibito al Teatro Sistina di Roma e tre giorni dopo aveva tenuto il suo ulrimo concerto a Gioia del Colle. Ha venduto in tutto circa 20 milioni di dischi, lavorando, oltre che come cantautore, per artisti come Mia Martini, Patty Pravo, Iva Zanicchi, Ornella Vanoni, Edoardo Vianello, i Ricchi e Poveri, Peppino di Capri, Stefano Rosso, Renato Zero, Loretta Goggi, Toto Cutugno e altri. Moltissime sue composizioni raggiunsero le vette della classifiche del tempo.

Califano iniziò con i fotoromanzi

Iniziò come attore di fotoromanzi, ma presto iniziò a frequentare il mondo degli artisti romano. Nottambulo, trasgressivo, eccentrico, negli anni Settante divenne un vero personaggio, e oltre che per le sue canzoni i giornali si occupavano di lui per la sua vita privata. Seduttore e playboy, ebbe il suo soprannome proprio per la sua fama di tombeur de femmes. Come si diceva, iniziò a scrivere per gli altri. Degli anni Sessanta sono “E la chiamano estate” e “La musica è finita”. Nel 1970 crea “Semo gente de borgata” interpretata dai Vianella. Del 1973 è “Minuetto”, portata al successo da Mia Martini e poi “Un grande amore e niente più”, che con Peppino di Capri vinse il festival di Sanremo.

Grandi successi ma anche vicende giudiziarie

In quegli anni iniziarono anche le sue vicende giudiziarie. Fu arrestato per possesso di roga nella stessa vicenda in cui furono coinvolti Walter Vhari e Lelio Luttazzi, ma fu assolto. Ma fu nel 1976 che ottenne il suo primo grande successo da cantante con “Tutto il resto è noia”, che vendette un milione di copie e il cui titolo Califano se lo era fatto tatuare. Newl 1981 pubblicò un altro grande successo, “la mia libertà”. Oltre che autore e cantante, fu anche attore, scrittore, produttore discografico, interessando più di una generazione alle sue tematiche pasoliniane. Era un uomo non schierato, non asservito alla sinistra che in quell’ambiente contava, un artista libero anche se molto irregolare. A cominciare da dove decise di abitare, in una villa nel quartiere di Primavalle.

Califano fu assolto da tutte le accuse

Accusato da pentiti di camorra, Califano fu nuovamente arrestato nel 1984 con l’accusa di spaccio di droga e di appartenere alla criminalitò organizzata. Chi lo accusava erano gli stessi che accusarono Enzo Tortora. Ma, come Tortora, Califano fu assolto. Califano non negò mai l’amicizia con Francis Turatello ma negò sempre qualsiasi coinvolgimento in attività criminali. Fu amico di Maradona, di Simone Cristicchi, di Renata Polverini, che lo coinvolse nelle attività artistiche della Regione Lazio di cui era presidente. Da giovane, ogni tanti si faceva vedere nella sezione del Msi del Quadraro, in via Quito Pedio, dove aveva alcuni amici. Nel 2018 Patty Pravo rivelò che Califano le aveva lasciato in eredità una canzone, “Io so amare così”, che lei l’anno successivo incise e pubblicò.

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