Oggi Littoria-Latina compie 89 anni: e non ha neanche il fiato corto…
Oggi 18 dicembre, fa freddo, tutti i notiziari si dilungano di vaccini e chiusure, con l’obbiettivo dichiarato del “dalli all’untore”. E Latina compie in silenzio 89 anni, molti per un uomo, pochi per una città che non vuole nascere come tale. Come sempre, a prescindere dal festeggiato, si vuole festeggiare con la passerella delle “istituzioni” che sono frutto di astensionismo, oppure piovute dall’alto dei ministeri sul territorio.
Una festa imposta alla “pigra” e disincantata città/periferia. Che gli frega ai residenti del compleanno? Pochi giorni ed è Natale che gli frega del sogno visionario di Mussolini e della mastodontica organizzazione di Araldo di Crollalanza che strappò la terra alle paludi e premiò le fatiche dei Bonificatori con il possesso delle terre conquistate?
Littoria, il progetto visionario del governo
Oltre a borghi e città, crearono dal fango salmastro un capoluogo razionale. Situato felicemente vicino alla Capitale, con un grande aeroporto, una bella stazione strategicamente posta su quello che allora era un’asse ferroviario primario. Vicino a colline, monti, affacciata sul mare, quel mare che vide l’alba di Roma. Un parco nazionale, laghi costieri bellissimi e un orto botanico alla villa inglese di Fogliano invidiabile.
Invece, per le celebrazioni, andranno in pompa magna in corteo le autorità, seguite solo da qualche occasionale, o peggio da ipocriti, senza l’autorevole presenza della città, nessun clima di festa. Andranno in corteo verso la iazza del Quadrato, che da quando è nata, è vissuta in solitudine, come in solitudine è vissuta l’effigie del Bonificatore, oggi quasi dimenticata.
Oggi Latina è quasi il ghetto di Roma, ma può risorgere
Come sono già dimenticati, per volere del vincitore (la pianura Pontina è l’ingombrante dimostrazione di come amministrando bene si crei ricchezza), tutti i percorsi della storia cittadina. Latina non ha fatto in tempo a farsi città che dopo averle cambiato persino il nome. Quindi recise le origini, si ritrova periferia, ghetto di Roma senza segno d’identità, (nemmeno il dialetto), se non la banalità di luoghi di passo. Latina è morta nella retorica della volontà di cancellare Littoria che è stata esempio di volontà di vittoria dell’uomo sugli elementi.
Deve tornare il glorisoso passato
Nessuno si accorge della dicotomia creatasi, in un clima di emergenza giustizialista, tra classi dirigenti, abbienti e la base. Nessuno che tra Lions e Rotary abbandoni per un attimo la parte del suo ruolo nella recita. E si renda conto che se non si sanano le radici anche se scomode, nell’ottica politica moderna, solidificatasi nel secondo mandato a una giunta che culturalmente non ha nulla a che fare con le origini, un colpo ripetuto per mancanza di gente al voto, per un luogo che non ama anche grazie a una pletora di personaggi inutili, a rappresentare il glorioso passato.
(Foto: pagina facebook Associazione culturale “Moly” Latina)