Omicidio a Roma all’Aurelio, la vittima è un muratore di 21 anni: lite scoppiata per una ragazza, arrestato 23enne
Prima lite, poi l’omicidio. Sarebbe una lite per una ragazza il movente dietro l’uccisione di Mohammed Hegazy Ibrahim Elsayed, muratore, incensurato, morto ieri a Roma, nel quartiere Aurelio, a soli 21 anni, davanti alle vetrine di un centro commerciale, sotto gli occhi di clienti e famiglie.
Una coltellata al costato sinistro ha ucciso il 21enne in pochi istanti. Attorno, il caos. Poi il silenzio. Inizialmente si pensava che si trattava dell’ennesimo episodio di una guerra tra pusher che da mesi tiene in ostaggio il quartiere. E invece la questione era legata alla gelosia.
La rissa, la coltellata, l’omicidio: cosa è successo a Cornelia
Tutto inizia con una discussione nei pressi del McDonald’s di via Aurelia. Dalle parole si passa ai fatti, con gli spintoni. Poi il gruppo si sposta verso il parcheggio del centro commerciale di piazza San Giovanni Battista de La Salle. Sembra finita, ma non lo è. Sotto i portici, davanti all’Oviesse, la tensione esplode di nuovo. Parte una coltellata, secca, al petto. Il 21enne si accascia. Quando il 118 arriva sul posto, non c’è più nulla da fare. A terra gli investigatori trovano un taglierino, ritenuto l’arma del delitto. Saranno gli esami dell’Istituto di Medicina legale del Policlinico Gemelli a stabilire la compatibilità con la ferita mortale.
I carabinieri del Nucleo Radiomobile e della compagnia San Pietro fermano tre ragazzi stranieri: un 19enne di origine algerina, un 20enne e un 23enne egiziani. Quest’ultimo viene intercettato poche ore dopo alla stazione Tiburtina, mentre tenta di lasciare la Capitale. Erano tutti presenti al momento dell’aggressione. Adesso i militari dovrebbero anche aver capito chi, tra loro, ha impugnato l’arma. Si tratterebbe del 23enne egiziano. I militari sono riusciti a ricostruire l’episodio grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza del centro commerciale e degli esercizi commerciali vicini. Alcuni commercianti confermano di aver visto la lite iniziale poco prima dell’omicidio.
Quartiere Aurelio sotto pressione: residenti esasperati
Chi vive a Cornelia parla di degrado crescente. Di gruppi che stazionano tra bar, portici e fermate della metro. Di uno spaccio alla luce del sole. Questa non è la prima aggressione. A fine dicembre un’altra rissa tra cittadini nordafricani si era conclusa con un accoltellamento. A gennaio una giovane donna era riuscita a rifugiarsi in un negozio per sfuggire a un’aggressione. E adesso il quartiere chiede sicurezza. Il timore ora è che l’omicidio possa innescare una nuova spirale di violenza, magari con una ritorsione.
La richiesta di zona rossa
La morte del 21enne accende anche il dibattito politico. Dal centrodestra arriva la richiesta di una stretta immediata su controlli e presidi. Dal centrosinistra l’invito a evitare speculazioni e a rafforzare la presenza delle forze dell’ordine senza trasformare il quartiere in un campo di battaglia ideologico. “Da mesi chiediamo l’istituzione della zona rossa”, dichiara Daniele Giannini, dirigente regionale della Lega ed ex presidente del Municipio Aurelio-Boccea. “La delinquenza non si ferma, agisce 24 ore su 24: noi diciamo basta, stiamo vivendo in un clima di terrore, con questa gente dal coltello facile”.