Omicidio Desiree, spunta il ruolo di Antonella Fauntleroy. “Ha drogato l’amica prima di darla ai carnefici”

Antonella Fauntleroy

Si chiama Antonella Fauntleroy, 22 anni, sudafricana residente da anni a Roma. Secondo il Gup è lei che ha introdotto Desirée Mariottini nel giro di spacciatori africani che l’hanno poi violentata ripetutamente, fino alla morte.

Antonella è stata condannata a sei anni di carcere lo scorso aprile, con il rito abbreviato, per aver ceduto aveva ceduto l’eroina all’allora minore. Ma le motivazioni sconvolgenti sono apparse solo oggi, rivelate dal Corriere della Sera. 

È stata la giovane sudafricana – scrive il Gup, nelle motivazioni che condannano a sei anni Fauntleroy – a introdurre la vittima nel giro degli spacciatori“. Desirée aveva preso poi a frequentare l’immobile fatiscente a Roma. Ha quindi trovato la morte dopo qualche settimana che si recava a San Lorenzo. Ma, secondo il giudice, era Fauntleroy “il punto di riferimento”, e con la ragazza africana Desy era “solita spostarsi”.

Chi è Antonella Fauntleroy

Ed è lei – figlia di un ricco mercante di diamanti di Johannesburg caduto in disgrazia – il «punto di riferimento» di Desirée, come rimarca il giudice. Desirée «è solita spostarsi con Antonella Fauntleroy». Anche Salia – sottolinea il gup – rammenta questo legame, rimarcando come «la mia ragazza la portava con lei quando assumevano droga». Per altro, sempre il gup, scrive che tutto «il gruppo è consapevole della minore età di Desirée». Terribile il momento narrato dal giudice in cui Desirée si presenta dall’imputata con una siringa in mano chiedendole per la prima volta, davanti ai presenti, di aiutarla a iniettarsela. Anche la mattina della tragedia, Desirée e la giovane trascorrono qualche ora insieme. La Fauntleroy – difesa dall’avvocato Fabio Bucci – ha ammesso di aver aiutato Desirée ma di aver agito ingenuamente.

Desirée Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina è stata drogata, violentata e poi lasciata morire nel tugurio di Via dei Lucani nel quartiere di San Lorenzo a Roma il 18 ottobre del 2018.

Quando si è sentita male, dopo aver assunto varie sostanze, nessuno ha chiamato il 118 e la giovane, ridotta all’incoscienza, è stata violentata. Desiree non si è opposta in alcun modo, non potendo farlo perché inerme. Chi ha abusato di lei, subito dopo l’ha abbandonata agonizzante, si è allontanato e l’ha lasciata morire.

Per quei fatti, un mese fa, a giugno 2021, sono state emesse le condanne dalla III Corte d’Assise del Tribunale di Roma: ergastolo per Mamadou Gara e Yussef Salia, 27 anni ad Alinno Chima e 24 anni e sei mesi a Brian Minthe. Omicidio volontario, spaccio e violenza sessuale per cui, solo per quest’ultimo reato, sono stati giudicati estranei Minteh e Chima.

 

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