Omicidio Federica Torzullo: ad Anguillara si dimette l’assessora Maria Messenio dopo l’arresto del figlio Claudio Carlomagno
La politica si ferma davanti alla tragedia. Ad Anguillara Sabazia, il caso Federica Torzullo travolge anche il Comune: Maria Messenio, assessora alla Sicurezza ad Anguillara Sabazia e madre di Claudio Carlomagno, ha rassegnato e dimissioni dopo l’arresto del figlio per l’omicidio della moglie. Un atto formale, depositato nelle ultime ore, che segna un confine tra la responsabilità pubblica e una vicenda privata diventata uno dei casi di cronaca più inquietanti degli ultimi anni.
Una scelta che arriva mentre l’indagine della Procura di Civitavecchia continua a scavare, in senso letterale e figurato, in una storia fatta di depistaggi, silenzi e dettagli che aggravano un quadro già drammatico.
Le dimissioni dopo il fermo: “Un passo necessario”
Le dimissioni di Maria Messenio sono state ufficializzate subito dopo il fermo di Claudio Carlomagno, accusato di aver ucciso la moglie Federica Torzullo, 41 anni, e di aver tentato di occultarne il corpo per ostacolarne il riconoscimento. Una decisione che, pur non avendo alcun rilievo penale, assume un forte valore politico e simbolico in una comunità sconvolta. Il Comune di Anguillara Sabazia si ritrova così a fare i conti con una vicenda che ha superato i confini locali, diventando un caso nazionale.
È il decreto di fermo a restituire i contorni più inquietanti della vicenda. Secondo i magistrati, Carlomagno avrebbe tentato prima di dare fuoco al corpo, poi di farlo a pezzi, con l’obiettivo di renderne impossibile l’identificazione. Un comportamento che, per la Procura, dimostrerebbe una lucida capacità organizzativa, compatibile con l’ipotesi di una possibile fuga. Gli inquirenti parlano di un uomo pronto a far perdere le proprie tracce, consapevole della gravità dei fatti commessi e capace di mettere in atto condotte finalizzate alla latitanza.
Gli indizi: vestiti lavati, cellulare usato dopo la morte
Tra gli elementi più pesanti ci sono le tracce sugli abiti da lavoro, ritrovati all’interno di un’asciugatrice. Per i carabinieri che hanno condotto le indagini, si tratta di un dettaglio importantissimo. I vestiti sarebbero stati lavati per cancellare prove compromettenti. Non solo. La Procura ipotizza che Carlomagno abbia utilizzato il cellulare della moglie dopo l’omicidio, nel tentativo di depistare chi indagava sulla scomparsa. L’ultimo scambio di messaggi tra Federica Torzullo e la madre risale infatti alla mattina di venerdì 9 gennaio, tra le 7:55 e le 8:05, un orario in cui, secondo la ricostruzione, la donna sarebbe già stata uccisa. E, nel messaggio, c’è una frase che la donna non avrebbe mai pronunciato. “Dagli la Nutella”, riferita al figlio.
Nello stesso arco temporale, le telecamere immortalano il marito mentre esce di casa in auto. Entrambi i cellulari verranno poi localizzati nell’area dell’azienda di famiglia, dove il giorno successivo verrà scoperto il corpo. E adesso le dimissioni dell’assessora Maria Messenio chiudono un capitolo politico, ma non attenuano il peso di una storia che ancora sconvolge il paese. Per la brutalità dei fatti, per i tentativi di cancellarli e per il silenzio che oggi avvolge il principale indagato.