Omicidio Willy Duarte, dopo l’orrore lo scandalo. Reddito di cittadinanza per i presunti assassini

Dopo l’orrore e la commozione che hanno coinvolto tutti per il barbaro omicidio del giovane Willy Duarte a Colleferro, adesso scoppia un altro scandalo. Che coinvolgerebbe i presunti assassini. Infatti, dalle prime indagini degli inquirenti risulterebbe che la famiglia dei fratelli Bianchi, così come quelle di Mario Pincarelli e di Francesco Belleggia, percepivano il reddito di cittadinanza. Quel contributo pagato con i soldi dello Stato e fortemente voluto da Luigi Di Maio. Che sarebbe dovuto andare ad aiutare le famiglie italiane in difficoltà. E che invece troppo spesso è stato richiesto ed ottenuto da finti disoccupati, delinquenti comuni e spacciatori. E adesso sembra anche dai presunti carnefici che hanno stroncato la giovane vita di Willy lo scorso 6 settembre. La notizia fa scalpore. Anche considerando lo stile di vita che conducevano i componenti di quella che ormai è passata alle cronache come la ‘banda di Artena’. Tra Suv, ville di lusso e vacanze da sogno. Tutte cose incompatibili con uno stato di povertà tale da permettere la erogazione del reddito di cittadinanza.

Ma come avvenuto in tantissimi altri casi, sembra che anche questa volta i controlli non abbiano funzionato. E così gli autori di quel brutale pestaggio campavano anche grazie ai nostri soldi. Vergogna!

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I carnefici di Willy con il reddito di cittadinanza di Di Maio. Lollobrigida (FDI), vergogna presenteremo una interrogazione parlamentare

La notizia che le famiglie dei quattro ragazzi che hanno pestato il povero Willy Duarte fino a farlo morire percepissero il reddito di cittadinanza sta facendo inorridire tutta l’Italia. Perché quel contributo pagato alle famiglie povere con i soldi degli Italiani non può finire nelle tasche di presunti assassini. Dopo che anche boss mafiosi e criminali comuni nei mesi scorsi hanno richiesto e ottenuto i soldi del sussidio. In più tanto i fratelli Bianchi che gli altri due arrestati conducevano uno stile di vita da vip. Con foto sui loro profili Facebook che li ritraevano in barca tra Positano e Palmarola nelle isole Pontine. E suv di grossa cilindrata. Ma a quanto pare i famosi controlli incrociati non li ha fatti nessuno. E pensate che uno dei fratelli degli arrestati, Alessandro, gestisce un piccolo bistrot ad Artena. Mentre Gabriele aveva aperto una frutterai a Cori. Allora come si potevano permettere uno stile di vita così alto? Mistero, e gli inquirenti stanno indagando. Intanto anche la politica si indigna.

Il Governo chiarisca sul fallimento dei controlli

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida annuncia che sarà presentata un’interrogazione parlamentare. Che il reddito di cittadinanza sia stato erogato a delinquenti, spacciatori ed ex terroristi è cosa già accertata, ha attaccato Lollobrigida. Ma il caso dei quattro arrestati per l’omicidio di Willy dimostra come questa marchetta di Stato non preveda alcun controllo. Se le notizie che circolano in queste ore corrispondono al vero conclude il parlamentare di FDI, allora il Governo ne dovrà rispondere.

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