Ora Serena Mollicone è col suo papà. Addio a Guglielmo

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Guglielmo Mollicone, il padre di Serena, la giovane di Arce uccisa nel 2001, è morto nel pomeriggio di ieri a Veroli, in provincia di Frosinone. Guglielmo, colpito da un infarto il 26 novembre scorso, da allora era ricoverato in una struttura di lunga degenza. “Finisce la vita di Guglielmo ma non la sua istanza di giustizia”. Così l’avvocato Dario De Santis, legale di Guglielmo Mollicone, commenta la morte del suo assistito, avvenuta nel pomeriggio a Veroli in provincia di Frosinone. L’avvocato gli è sempre stato vicino e ha portato avanti la sua battaglia per la verità.

Chiesto il rinvio a giudizio per l’omicidio di Serena

Per il delitto di Serena Mollicone è stato chiesto il rinvio a giudizio per 5 persone: il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco e il maresciallo Vincenzo Quatrale, che sono accusati di concorso nell’omicidio. Quatrale, inoltre, è accusato di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. Infine l’appuntato Francesco Suprano è accusato di favoreggiamento. L’udienza preliminare si è aperta il 13 novembre 2019 ed è subito stata rinviata al 15 gennaio di quest’anno. La decisione sui rinvii a giudizio non è però ancora arrivata.

La ragazza sparì il 1° giugno 2001

Il 1° giugno 2001 Serena Mollicone esce di casa di buon mattino. Una giornata come tante, fino a quel momento, per la diciottenne di Arce, che dopo aver preparato la colazione al padre, con cui vive sola dalla morte della mamma, esce per andare all’ospedale di Sora dove ha un appuntamento fissato da qualche giorno per un’ortopanoramica. Da quel momento però non farà più ritorno a casa e le ultime ore della sua vita restano un mistero. All’ora di pranzo il padre Guglielmo, maestro elementare e titolare di una cartoleria ad Arce, inizia a preoccuparsi per l’assenza della figlia e nel pomeriggio ne denuncia la scomparsa ai carabinieri. Cominciano le ricerche: forze dell’ordine e volontari setacciano i paesi del circondario con una foto di Serena nella speranza di rintracciarla.

Due giorni dopo Serena ritrovata cadavere

Il 3 giugno due volontari della Protezione Civile trovano il corpo di Serena abbandonato sull’erba, vicino ad un mucchio di rifiuti e seminascosto da una lavatrice ed altri ingombranti, in un boschetto all’Anitrella. Iniziano le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Cassino, Gianfranco Izzo e dai sostituti procuratori Maurizio Arcuri e Carlo Morra. Serena viene trovata con mani e piedi legati da nastro adesivo e fil di ferro e un sacchetto dell’eurospin in testa. Da allor ain poi  inizia il calvario giudiziario, con innocenti arrestati  e realtivi proscioglimenti. Iniziano le intimidazioni per Guglielmo da parte dei carabinieri.

Non si è ancora arrivati alla decisione

Finalmente, il 30 luglio dell’anno scorso, la procura di Cassino chiede il rinvio a giudizio per cinque persone. Il 13 novembre 2019 c’è l’udienza preliminare davanti al gup di Cassino Domenico Di Croce che deve decidere sui rinvii a giudizio viene rinviata al 15 gennaio 2020 per un difetto di notifica. In udienza si costituiscono parte civile contro gli indagati i carabinieri, la figlia del brigadiere Santino Tuzi, Maria, il padre e la sorella di Serena Mollicone e altri familiari della 18enne. Tra gli indagati l’unico in aula è Francesco Suprano. Dopo varie udienze poi interrotte per l’emergenza Covid-19 non si è ancora arrivati alla decisione sui rinvii a giudizio.

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