Oscar 2026, trionfa “Una battaglia dopo l’altra”: il film di Paul Thomas Anderson domina la notte di Hollywood
Hollywood ha scelto il suo vincitore. Alla 98ª edizione degli Oscar, il titolo che ha conquistato l’Academy è “Una battaglia dopo l’altra”, il film diretto da Paul Thomas Anderson, che ha chiuso la serata con il premio più ambito: miglior film. Una vittoria annunciata, ma tutt’altro che scontata. Fino all’ultimo, infatti, la corsa è stata un testa a testa con “Sinners – I peccatori” di Ryan Coogler, l’altro grande protagonista della stagione cinematografica. Alla fine però è stato il film di Anderson a imporsi, portando a casa sei statuette e consacrando definitivamente il regista dopo una lunga attesa.
Il primo Oscar per Paul Thomas Anderson
Per Paul Thomas Anderson è stata una notte storica. Dopo 11 nomination accumulate negli anni, il regista di “Magnolia”, “Licorice Pizza” e “Il filo nascosto” ha finalmente conquistato il suo primo Oscar come miglior regista. Il suo film, “Una battaglia dopo l’altra”, una commedia drammatica sugli ex rivoluzionari alle prese con i fantasmi del passato, ha convinto i circa 10mila membri dell’Academy.
Oltre al premio per miglior film e miglior regia, la pellicola ha conquistato anche gli Oscar per attore non protagonista, sceneggiatura non originale, montaggio e casting, quest’ultimo assegnato per la prima volta nella storia degli Academy Awards. La statuetta per miglior attore non protagonista è andata a Sean Penn, che però non era presente alla cerimonia. Secondo indiscrezioni, l’attore sarebbe partito per l’Ucraina proprio nelle ore della premiazione.
Il duello con “Sinners – I peccatori”
Se “Una battaglia dopo l’altra” ha vinto il premio più importante, “Sinners – I peccatori” non è rimasto a mani vuote. Il film diretto da Ryan Coogler, che racconta una storia di vampiri e razzismo nel Sud segregato degli Stati Uniti, partiva con il record di 16 nomination. Alla fine ha conquistato diversi premi di peso: miglior attore protagonista per Michael B. Jordan, miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia e miglior colonna sonora firmata dal compositore svedese Ludwig Göransson.
La statuetta per la fotografia è andata a Autumn Durald Arkapaw, che ha scritto una piccola pagina di storia diventando la prima donna e la prima donna afroamericana a vincere l’Oscar in questa categoria.
Gli altri premi: Buckley miglior attrice, sorpresa Michael B. Jordan
Tra le interpretazioni, la statuetta per miglior attrice protagonista è andata all’irlandese Jessie Buckley per il film “Hamnet”. Per il premio maschile invece la sorpresa è arrivata nel finale: Michael B. Jordan ha superato Timothée Chalamet, considerato da molti il favorito della vigilia. Il premio per miglior attrice non protagonista è stato assegnato ad Amy Madigan per l’horror “Weapons”.
Sia “Una battaglia dopo l’altra” che “Sinners – I peccatori” hanno avuto un forte impatto anche al botteghino internazionale. Il film di Anderson ha incassato circa 209 milioni di dollari nel mondo, mentre quello di Coogler ha superato i 370 milioni di dollari, confermandosi tra i blockbuster più importanti dell’anno. Entrambi i titoli sono stati prodotti dagli studi Warner, oggi al centro di una gigantesca operazione industriale legata alla scalata da 111 miliardi di dollari di Paramount Skydance.
Una notte degli Oscar con poca politica
Sul palco del Dolby Theatre di Hollywood, la politica è rimasta in secondo piano. Il conduttore Conan O’Brien ha preferito puntare sull’ironia, scherzando sulla crescente presenza dell’intelligenza artificiale nel cinema. «Potrei essere l’ultimo presentatore umano degli Academy Awards», ha detto tra le risate del pubblico.
Un momento più politico è arrivato quando Javier Bardem è salito sul palco indossando lo slogan “Free Palestine”, mentre il team del documentario premiato “Mr. Nobody Against Putin” ha denunciato apertamente i governi che «uccidono i propri cittadini per strada».
Il cinema internazionale e la delusione italiana
Tra i film internazionali ha vinto il norvegese “Sentimental Value” di Joachim Trier, che era arrivato alla cerimonia con nove nomination ma ha conquistato soltanto la statuetta per miglior film internazionale. Per l’Italia non sono arrivate grandi soddisfazioni dopo l’esclusione del film “Familia”. L’unico segnale positivo è arrivato dal corto “Two People Exchanging Saliva”, che ha visto tra i produttori l’italiana Valentina Merli.
La lista dei principali vincitori degli Oscar 2026
Alla 98ª edizione degli Oscar il premio per miglior film è andato a “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson. La statuetta per miglior regia è stata assegnata allo stesso Anderson, mentre Michael B. Jordan ha vinto come miglior attore protagonista per “Sinners – I peccatori”.
Il premio per miglior attrice protagonista è andato a Jessie Buckley per “Hamnet”, mentre Sean Penn e Amy Madigan hanno conquistato le statuette per attore e attrice non protagonisti. Tra gli altri riconoscimenti, “KPop Demon Hunters” ha vinto come miglior film animato e la canzone “Golden” dello stesso film ha conquistato l’Oscar per miglior canzone originale.