Ostia, all’ospedale Grassi nuovi ambulatori di gastroenterologia: più diagnosi rapide e cure per fegato, intestino e pancreas
Nuovi servizi, più visite specialistiche e diagnosi più rapide. All’ospedale Grassi di Ostia si rafforza l’offerta sanitaria per le malattie dell’apparato digerente con l’attivazione di tre nuovi ambulatori specialistici di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva.
Una novità che riguarda da vicino migliaia di pazienti del territorio. L’intenzione è quella di ridurre i tempi di attesa, migliorare la presa in carico dei pazienti e offrire percorsi diagnostici più mirati per patologie sempre più diffuse come reflusso gastroesofageo, malattie intestinali, patologie del fegato e del pancreas. I nuovi servizi sono stati attivati all’interno dell’unità operativa dedicata dell’ospedale, struttura di riferimento per la ASL Roma 3.
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Tre nuovi ambulatori specialistici all’ospedale Grassi
La riorganizzazione della Gastroenterologia del Grassi prevede l’apertura di tre ambulatori dedicati a specifiche aree cliniche: malattie infiammatorie croniche intestinali, epatologia e pancreas. A questi si affianca anche il potenziamento dell’ambulatorio di gastroenterologia generale, che si occupa delle patologie più diffuse dell’apparato digerente e che rappresentano una delle principali cause di accesso alle visite specialistiche. Parliamo di disturbi molto comuni, come malattia da reflusso gastroesofageo, dispepsia, sindrome dell’intestino irritabile e patologie funzionali dell’apparato gastrointestinale, condizioni che possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita dei pazienti.
Uno dei nuovi servizi è dedicato alle malattie infiammatorie croniche intestinali, patologie complesse come morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa. Si tratta di malattie che richiedono controlli specialistici costanti e terapie mirate. Il nuovo ambulatorio permetterà una gestione più strutturata dei pazienti, con diagnosi più tempestive e monitoraggi continui. L’accesso alle visite è possibile anche tramite impegnativa del medico di medicina generale, con richiesta di prima visita gastroenterologica e indicazione del sospetto diagnostico.
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Epatologia: più controlli per le malattie del fegato
Tra i nuovi servizi attivati c’è anche l’ambulatorio di epatologia, dedicato alle patologie del fegato. Qui verranno seguiti pazienti con epatiti virali, steatosi epatica e cirrosi, malattie che spesso si sviluppano in modo silenzioso ma che possono evolvere verso complicanze anche gravi se non diagnosticate in tempo. Proprio per questo il monitoraggio specialistico diventa fondamentale, con controlli clinici e strumentali programmati nel tempo.
Il terzo ambulatorio riguarda invece le patologie del pancreas, un ambito sempre più rilevante in gastroenterologia. La struttura seguirà pazienti con pancreatite cronica e cisti pancreatiche, condizioni che negli ultimi anni stanno registrando un aumento dei casi e che richiedono diagnosi precoce e follow-up specialistico. Anche in questo caso l’accesso potrà avvenire tramite impegnativa del medico di base, con indicazione del sospetto diagnostico.
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Come prenotare le visite specialistiche
Per accedere ai servizi della Gastroenterologia dell’ospedale Grassi è possibile prenotare una prima visita gastroenterologica tramite il CUP, con impegnativa del medico di medicina generale o dello specialista. Dopo il primo appuntamento, i pazienti potranno essere presi in carico direttamente dalla struttura, che programmerà visite di controllo e monitoraggi negli ambulatori specialistici più adatti al singolo caso. Secondo Maria Grazia Mancino, direttrice della U.O.S.D. di Gastroenterologia dell’ospedale Grassi, l’attivazione dei nuovi ambulatori rappresenta un passo importante per migliorare l’assistenza sanitaria sul territorio.
«Queste nuove attività permettono di individuare precocemente diverse patologie e di garantire ai pazienti l’accesso tempestivo alle terapie più appropriate. Nelle malattie dell’apparato gastrointestinale, come in molte altre patologie, intervenire in anticipo fa davvero la differenza», spiega la specialista. Una diagnosi precoce, infatti, può ridurre il rischio di complicanze, consentire trattamenti meno invasivi e migliorare sensibilmente la qualità della vita dei pazienti, con effetti positivi anche sui costi del sistema sanitario pubblico.