Ostia, blitz antidroga alle Case Rosse: 26 arresti e un milione di euro d’affari nella “centrale dello spaccio”
Blitz a Ostia, ecco i particolari: sono 26 gli arresti della Guardia di Finanza in poche ore nella “centrale dello spaccio” a Case Rosse. Un’operazione imponente scattata all’alba, con oltre duecento finanzieri, unità cinofile, elicotteri e squadre speciali in azione. Nel mirino degli agenti una delle piazze di spaccio più conosciute di Ostia, dove la droga si vende senza sosta, con turni h24.
Cocaina, eroina, vedette agli angoli delle strade e perfino il servizio delivery per portare le dosi direttamente ai clienti. Un supermercato della droga a cielo aperto che, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, ha prodotto guadagni per oltre un milione di euro in appena nove mesi.
Case Rosse, la droga venduta 24 ore su 24: fino a 200 dosi al giorno nei weekend
L’operazione è stata eseguita dalla Guardia di Finanza di Roma, coordinata dalla DDA, con il supporto dell’elicottero del Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia, del Gico, delle unità cinofile antidroga e dei Baschi Verdi. Il giudice ha disposto 24 custodie cautelari in carcere e 2 arresti domiciliari nei confronti degli indagati, tutti italiani. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione finalizzata al traffico di droga, detenzione e spaccio di stupefacenti, autoriciclaggio e violazione di sigilli. Il gruppo aveva trasformato la piazza di Case Rosse, a Ostia, in una macchina perfetta. I pusher lavoravano su turni continui, coprendo l’intera giornata. Le vedette controllavano ogni movimento sospetto e segnalavano in tempo reale l’arrivo delle forze dell’ordine.
Ogni giorno venivano vendute tra le 100 e le 150 dosi di cocaina ed eroina. Nei fine settimana e nei festivi il volume saliva ancora, superando anche le 200 dosi giornaliere. Per fidelizzare i clienti, il gruppo aveva organizzato anche un vero e proprio servizio di consegna a domicilio. La droga arrivava direttamente sotto casa attraverso corrieri che usavano mezzi propri o auto messe a disposizione dall’organizzazione.
Perquisizioni, soldi e beni sotto sequestro
Parallelamente agli arresti, i finanzieri hanno eseguito decine di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, alla ricerca di denaro, beni e patrimoni ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati. Gli agenti sospettano infatti che parte dei proventi dello spaccio venisse ripulita attraverso operazioni di autoriciclaggio, così da nascondere l’origine dei soldi accumulati con il traffico di droga.