Ostia e Casal Palocco: falsi Rolex, Hermès e Chanel nel negozio, lavoratori in nero nei ristoranti

Laboratorio contraffazione Ostia

Sembravano usciti dalle vetrine delle grandi boutique. RolexHermèsChanelTiffany. Stessi dettagli, stessi loghi, stessa apparenza. Ma bastava un controllo per scoprire la verità: erano tutti falsi. E non era l’unico problema. Tra scaffali e cucine, i finanzieri hanno trovato anche lavoratori in nero e pagamenti fuori regola. 

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Falsi di lusso in vendita: scatta la denuncia

Il blitz è scattato tra Ostia e Casal Palocco, dove la Guardia di Finanza di Roma ha intensificato i controlli sul territorio. In un negozio, i militari del 6° Nucleo Operativo Metropolitano hanno trovato oggetti d’arredo e statuette con marchi delle più note case di moda, tutti assolutamente identici agli originali. Tra gli articoli sequestrati anche Rolex, anche questi rigorosamente falsi ma uguali a quelli veri. Tutto però è risultato contraffatto. Per il titolare è scattata la denuncia con l’accusa di introduzione e commercio di prodotti falsi, oltre alla ricettazione.

I controlli si sono spostati anche sul litorale. In un’attività commerciale a Lido di Ostia, i finanzieri hanno scoperto circa mille prodotti destinati ai più piccoli: costumiaccessori e articoli per travestimenti. Nessuno riportava la marchiatura CE, obbligatoria per garantire gli standard di sicurezza europei. Prodotti quindi potenzialmente pericolosi. La violazione ha portato alla segnalazione alla Camera di Commercio, con conseguenti sanzioni amministrative.

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Ristoranti nel mirino: 8 lavoratori in nero e pagamenti in contanti

Non solo merce. Nel mirino della Guardia di Finanza sono finiti anche alcuni ristoranti e pizzerie tra Ostia e dintorni, gestiti sia da italiani che da nordafricani. Durante le verifiche, i militari hanno individuato 8 dipendenti senza contratto, impiegati sia in sala che in cucina. In uno dei locali è emerso che due lavoratori venivano pagati in contanti, aggirando le norme sulla tracciabilità dei pagamenti, in modo da eludere le tasse e i contributi. La situazione più grave ha portato alla proposta di sospensione dell’attività per uno degli esercizi controllati, trasmessa alla Direzione Provinciale del Lavoro.

L’operazione rientra in un piano più ampio di controlli voluto per rafforzare la sicurezza economica nella Capitale, anche su indicazione della Prefettura di Roma.