Ostia, Gualtieri inaugura, gli abusivi pure: riapre la moschea (irregolare), dentro degrado e accampamenti (FOTO E VIDEO)
Da una parte il nuovo Housing First, inaugurato nei giorni scorsi dal sindaco Roberto Gualtieri. Dall’altra una moschea non autorizzata, ormai abbandonata e trasformata in dormitorio e deposito per l’ambulanti abusivi sulle spiagge. In mezzo, pochi metri di distanza. Due facce della stessa medaglia, due universi lontani eppure vicinissimi, o meglio due realtà confinanti, nello stesso complesso dell’ex colonia Vittorio Emanuele, sul lungomare Paolo Toscanelli, a Ostia. Da un lato il taglio del nastro di un progetto destinato all’accoglienza delle persone fragili. E dall’altro un immobile pubblico occupato abusivamente, già finito sotto sequestro in passato e tornato a essere utilizzato senza autorizzazione.
La moschea non autorizzata
Nella mattinata di ieri, 2 luglio, gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, Gruppo X Mare, sono entrati nella struttura, nell’ambito dei controlli contro l’ambulantato abusivo alimentare sul litorale romano. E seguendo la filiera dei venditori irregolari, gli agenti sono arrivati al seminterrato del civico 178/B di lungomare Paolo Toscanelli. All’interno hanno trovato materiali e attrezzature riconducibili alla vendita abusiva sulle spiagge. Ma non solo.
Durante le verifiche sarebbe emersa anche la presenza di un luogo di culto non autorizzato, con tappeti per la preghiera, bagni, ambienti abitati e spazi utilizzati come dormitorio. Un quadro che riporta alla ribalta una struttura già al centro delle cronache negli anni scorsi, quando era stata sequestrata dopo un lungo periodo di occupazione abusiva.
La contraddizione: l’Housing First inaugurato accanto all’immobile occupato
La scoperta ha alimentato inevitabilmente un interrogativo. Com’è possibile che, mentre il sindaco inaugurava il progetto sociale nel portone accanto, nessuno si sia accorto di ciò che accadeva nei locali confinanti? L’area non si trova in una zona isolata o dimenticata della città. Al contrario, è inserita in un complesso comunale dove convivono il Centro anziani, gli spazi destinati alla Caritas per il progetto Housing First e altri servizi pubblici.
Proprio questo aspetto viene evidenziato dal capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio X, Giuseppe Conforzi. “Parliamo di un locale pubblico, inserito nel compendio dell’ex colonia Vittorio Emanuele, in una zona frequentata e conosciuta. Non siamo davanti a un immobile isolato o dimenticato in periferia, ma a un bene comunale che avrebbe dovuto essere controllato e tutelato con la massima attenzione”.
Conforzi: “Chi doveva controllare?”
Il consigliere municipale annuncia ora una richiesta formale di chiarimenti alle autorità competenti per ricostruire come sia stato possibile che un immobile che, secondo quanto riferito, era già stato interessato in passato da sigilli o provvedimenti di chiusura sia tornato a essere occupato.
“Nelle prossime ore scriverò alle autorità competenti per sapere come sia stato possibile che un locale già noto alle istituzioni sia stato nuovamente occupato e utilizzato. Chiederò chi avesse la responsabilità del controllo, quando siano stati effettuati gli ultimi sopralluoghi e come sia stato possibile un simile via vai di persone, carretti e materiali senza interventi tempestivi”.
Tra le domande che Fratelli d’Italia intende rivolgere al Comune c’è anche quella relativa alle eventuali utenze. Se, come emerso durante il controllo, nei locali erano presenti bagni funzionanti, acqua calda e ambienti abitati, bisognerà chiarire chi abbia sostenuto i costi. “Voglio sapere chi ha pagato eventuali utenze di acqua, luce e gas utilizzate all’interno di quei locali. Se è vero che lo spazio era abitato, bisogna capire se ci siano stati costi a carico della collettività e per quanto tempo. I cittadini di Ostia non possono pagare l’inefficienza di chi non controlla il patrimonio pubblico”.
“La legalità non può funzionare a intermittenza”
Per Conforzi la vicenda non riguarda soltanto l’occupazione dell’immobile. Il consigliere collega infatti il caso anche al fenomeno dell’ambulantato abusivo alimentare sulle spiagge del litorale romano. “Non è folklore, ma un problema di legalità, sicurezza e tutela della salute pubblica. Prodotti alimentari conservati in locali non idonei e poi venduti ai bagnanti rappresentano un rischio per i cittadini, un danno per gli operatori regolari e per l’immagine stessa di Ostia”.
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia quanto emerso nell’ex colonia Vittorio Emanuele dimostra la necessità di un controllo costante del patrimonio comunale. “Serve più controllo, non meno. Servono verifiche continue sugli immobili comunali, contrasto all’abusivismo commerciale e tutela del decoro. La legalità non può essere applicata a intermittenza: deve valere sulle spiagge, negli immobili pubblici e in ogni spazio della città.”
Ora saranno le richieste di chiarimento annunciate dal consigliere a dover fare luce su una vicenda che, oltre all’occupazione abusiva scoperta dalla Polizia Locale, apre interrogativi sulla vigilanza di un immobile pubblico sul lungomare di Ostia, a pochi passi da uno dei progetti simbolo appena inaugurati dall’amministrazione capitolina.


