Ostia, i consiglieri di opposizione rientrano in aula dopo l’espulsione: tensione nel Municipio X sull’area camper
Sono entrati di nuovo in aula alle 10:50 di questa mattina, giovedì 5 marzo. Prima, sotto il municipio, avevano spiegato al gruppo di cittadini presenti cosa era accaduto nei due giorni precedenti. “La politica del Pd e di questa amministrazione, che pur di non far parlare l’opposizione, la caccia dall’aula: una cosa mai vista prima”. I consiglieri della Lega Monica Picca e Alessandro Aguzzetti, espulsi due giorni fa durante una seduta incandescente del Consiglio del Municipio X di Roma, hanno varcato di nuovo la porta dell’aula consiliare di via Claudio, a Ostia.
Il loro ritorno arriva dopo 48 ore di polemiche e accuse incrociate. Due giorni fa la Picca e Aguzzetti erano stati cacciati insieme ai consiglieri Giuseppe Conforzi, Sara Adriani e Pietro Malara di Fratelli d’Italia. Lo scontro è sul progetto dell’area camper sul lungomare, una vicenda che ormai divide maggioranza e opposizione e che ha trasformato il Consiglio municipale in un campo di battaglia politico.
Lo scontro in aula e l’espulsione dei consiglieri
Martedì la seduta è degenerata quando i consiglieri di Lega e Fratelli d’Italia hanno occupato simbolicamente l’aula per bloccare la votazione della delibera. La presidenza ha disposto l’allontanamento dei dissidenti e la votazione si è tenuta a porte chiuse, con la sola maggioranza favorevole. I manifestanti e i consiglieri dell’opposizione hanno denunciato un atto di forza istituzionale. La maggioranza ha risposto che l’atto era necessario per portare a casa un provvedimento che, a suo dire, risponde a un’emergenza sociale. Ma la delibera contiene una clausola che autorizza, se entro 90 giorni non verranno trovate soluzioni abitative alternative, il trasferimento dei nuclei presenti in strada nel nuovo sito sul lungomare Amerigo Vespucci, all’altezza del civico 41. I consiglieri di opposizione hanno bollato la misura come un «lasciapassare» per trasformare un’area turistica in una «riserva» per marginalità.
Da anni decine di famiglie e persone vivono su camper e roulotte nel Piazzale Mediterraneo, tra precarietà e accettazione di una convivenza fragile con il quartiere. La giunta municipale avrebbe cercato una “soluzione tampone” per evitare situazioni igienico-sanitarie esplosive e per rispondere alle segnalazioni di cittadini e commercianti. Il problema è che la risposta amministrativa si è mescolata con logiche di bilancio, turismo e visione urbanistica, e in questo miscuglio il caso socio-politico è esploso. La delibera prevede il coinvolgimento dei Servizi Sociali per censire i nuclei e trovare soluzioni alternative; l’assessore al Patrimonio e Politiche Abitative del Comune di Roma avrebbe garantito un impegno sui 90 giorni per trovare soluzioni abitative. Ma il centrodestra e i comitati temono che la clausola sia il cavallo di Troia per una presenza stabile e concentrata di marginalità sul lungomare, con ricadute negative su sicurezza, decoro e commercio locale.
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Procedura, trasparenza e “porte chiuse”
L’opposizione contesta una procedura che ha privilegiato la velocità politica rispetto alla trasparenza amministrativa. Il voto a porte chiuse e la presenza della Polizia Locale per allontanare i consiglieri hanno alimentato il sospetto che la maggioranza abbia voluto chiudere la partita in fretta, prima che emergessero tutte le criticità. I documenti tecnici non sono stati rielaborati con il confronto pubblico che l’opposizione chiedeva. È legittimo domandarsi se la misura è temporanea, perché non inserire garanzie precise e risorse certe per il ricollocamento?
Inoltre, la maggioranza ha ribadito la necessità di conciliare valorizzazione turistica e gestione dell’emergenza sociale: la delibera contiene anche la previsione di più di 200 posti auto e di un’area camper a vocazione turistica. Per i sostenitori del provvedimento, si tratterebbe di togliere degrado e offrire servizi. Per i contrari, invece, si tratta di una scelta che rischia di “spostare” il problema e di rendere permanente ciò che dovrebbe essere temporaneo. Il risultato è che M5S e Azione si sono astenuti in aula, lasciando la maggioranza a procedere. E nel frattempo il centrodestra ha annunciato presidi in piazza e nuove iniziative per «bloccare quel progetto».
Intanto questa mattina i consiglieri della Lega sono rientrati in aula, mentre sotto, nei giardinetti, i cittadini sono in protesta, insieme ai consiglieri di Fratelli d’Italia. Non c’è stata alcuna resa. Per l’area camper continua la battaglia. E se da un lato c’è l’urgenza sociale, con persone che vivono in strada e che reclamano soluzioni abitative, dall’altro resta la preoccupazione dei cittadini e dei commercianti per il decoro e la vivibilità di Ostia. Tra voti a porte chiuse e annunci a mezzo stampa, rimane la sensazione che la politica locale abbia scelto la scorciatoia del provvedimento simbolico, senza chiudere la partita più difficile: trovare una soluzione dignitosa e condivisa per le persone in difficoltà, che non riproduca nuovo disagio né alimenti rancore sociale.
