Ostia, “Il Comune chiede ai cittadini di verificare se lo stabilimento che prenotano è in regola: è follia”: scoppia la polemica

Ostia dall'alto

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L’estate sembra ancora lontana, ma per Ostia è già caos, almeno per quanto riguarda la gestione del litorale. A pochi mesi dalla stagione balneare, regnano incertezza e ritardi. Il Campidoglio ha promesso una svolta nella gestione delle spiagge, ma tra concessioni scaduteabusi edilizi e cantieri aperti, il rischio è quello di un’altra estate a metà. E intanto la polemica politica è esplosa.

A innescare lo scontro sono state le dichiarazioni dell’assessore capitolino al PatrimonioTobia Zevi, per il quale sarebbero i cittadini a dover controllare se lo stabilimento balneare scelto sia in regola prima di prenotare un ombrellone.

La polemica: “Non è il cittadino a dover fare i controlli”

A sollevare il caso è la Lega, che parla senza mezzi termini di scaricabarile istituzionale. Secondo Fabrizio Santori, Monica Picca e Alessandro Aguzzetti, il ragionamento dell’assessore equivale a chiedere a un cliente di verificare le licenze di un ristorante prima di sedersi a tavola. Secondo i leghisti, dopo anni di promesse mancate, chiedere ai cittadini di controllare se uno stabilimento sia in regola prima di prenotare un ombrellone equivale ad ammettere il fallimento del sistema. “Non spetta ai romani fare il lavoro dell’amministrazione”, hanno ribadito, puntando il dito contro bandi in ritardospiagge libere degradate e un Piano di utilizzazione degli arenili ancora incompleto.

Il video di Zevi e la decima spiaggia libera attrezzata

La replica dell’assessore è passata anche dai social. In un video pubblicato su Facebook, Zevi ha rivendicato la demolizione dell’ex stabilimento “Aneme e Core”, definito abusivo, annunciando la nascita della decima spiaggia libera attrezzata di Roma Capitale. L’assessore ha poi proseguito. “Siamo venuti insieme al sindaco a demolire, perché era abusivo e perché dovevamo restituire questo pezzo di spiaggia ai cittadini, sottratto per anni all’uso pubblico. Tutta la ringhiera verrà rimossa, rimarrà soltanto il muretto, per dare la visuale del mare e dare il segnale che la spiaggia deve essere aperta e libera”.

Nel frattempo, dall’assessorato al Patrimonio è partito un ultimatum agli imprenditori balneari: senza la rimozione delle irregolarità edilizie, le concessioni non verranno firmate. È la prima estate in cui il Comune punta apertamente a dire basta agli abusi sulle spiagge di Ostia. Una linea più dura, resa possibile dal fatto che la maggior parte delle concessioni è ormai scaduta.

Gli abusi “a colori”

Una ricognizione comunale effettuata nel 2024 ha fatto emergere un quadro diffuso di abusi, dalle cabine alle verande, fino a chioschi e strutture non autorizzate. Gli uffici hanno persino adottato una classificazione per colori per indicare il livello di irregolarità dei singoli stabilimenti. Dal rosso al verde, a seconda della gravità degli abusi. Un sistema che divide i lidi tra “buoni” e “cattivi”, mentre le ingiunzioni a demolire sono già partite.

Le ingiunzioni a demolire sono già state notificate. In Comune hanno chiarito che, in caso di inadempienza, si procederà in danno, con costi destinati a ricadere sui concessionari. I balneari, dal canto loro, hanno sostenuto di avere condoni e sanatorie, ma hanno ammesso che i tempi non saranno brevi.

“Teatrino politico”

Ma che estate sarà a Ostia? I cittadini iniziano a prenotare, ma senza certezze sull’apertura degli stabilimenti e sulla loro regolarità. Il rischio è di rivivere quanto accaduto lo scorso anno, con sequestri in piena stagione e bagnanti costretti a lasciare la spiaggia. E intanto quanto dichiarato in queste ore da Zevi per i leghisti sono affermazioni da “teatrino politico”, che non risolvono i problemi legati agli stabilimenti e alla stagione balneare. Anzi, li complicano.

Ostia è abbandonata. Il mare di Roma merita una strategia seria e strutturata, non un teatrino di comunicazione che non regge più alla prova dei fatti. Le spiagge libere promesse sono sporche, senza servizi e lasciate al degrado. Il Piano di utilizzazione arenili è ancora incompleto e il decentramento amministrativo è stato di fatto cancellato. Zevi e Gualtieri hanno trasformato un’occasione storica di rilancio in un incubo di confusione, incertezza e abbandono. Altro che Capitale del Mediterraneo”, concludono i leghisti.