Ostia nel caos a un mese dall’estate: lidi distrutti, rifiuti e cantieri. Il “mare di Roma” non è pronto

Kursaal Ostia

Altro che stagione balneare alle porte. A poche settimane dai primi tuffi in mare, il litorale di Ostia appare irriconoscibile: stabilimenti chiusistrutture devastatecumuli di rifiuti e cantieri ancora aperti. Il cosiddetto “mare di Roma” fatica a reggersi in piedi, schiacciato tra erosione costiera, burocrazia e una gestione che procede a rilento. In attesa del verdetto del Tar del Lazio previsto per il 12 maggio, il Campidoglio ha avviato da mesi una maxi operazione di sgomberi, con l’obiettivo di rimettere ordine. Il risultato, per ora, è un litorale sospeso.

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Sgomberi e concessioni: rivoluzione (incompleta) su 43 stabilimenti

Il conto alla rovescia è iniziato. Il Campidoglio ha avviato da mesi una maxi operazione di sgomberi che ha coinvolto 14 stabilimenti storici, da Marechiaro a La Capannina, passando per Il Delfino, El Miramar, Urbinati, La Vecchia Pineta e La Vela. In parallelo, il Comune ha riassegnato le concessioni balneari tramite bando pubblico. Alcune realtà hanno mantenuto la gestione. Altre no. E c’è chi è rimasto completamente fuori, come Bagni Vittoria, ancora senza offerte e in attesa di una nuova gara. Ma la fase di transizione non si fermerà qui. Gli sgomberi si estenderanno ad altre concessioni, portando il totale a 43 lotti coinvolti. Una rivoluzione sulla carta. Pero, nella realtà, il cambiamento fatica a prendere forma.

Infatti, se le spiagge libere attrezzate sembrano reggere grazie ai rinnovi, basta spostarsi di pochi metri per vedere un’altra realtà. Quella fatta di demolizionimacerie e sporcizia accumulata. Gli ex stabilimenti Village e Anema e Core sono l’esempio più evidente: abbattuti di recente, oggi sono diventati distese di rifiuti. AMA e Comune assicurano interventi imminenti. Ma intanto il colpo d’occhio resta quello di un cantiere abbandonato.

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Il simbolo del declino: il Kursaal ridotto a un relitto

C’è un luogo che più di tutti racconta il crollo del litorale romano: il Kursaal. Un tempo simbolo di Ostia e punto di ritrovo dei giovani “bene” e alla moda di Roma, oggi è un guscio vuoto, tra ferri contortirifiuti e segni evidenti di vandalismo. Nonostante sia stato individuato un gestore, il rilancio appare complicato. I costi sono alti, la spiaggia è quasi scomparsa e l’investimento non convince. Nel frattempo, proseguono gli interventi di pulizia e messa in sicurezza, anche in collaborazione con la Regione Lazio.

Non va meglio altrove. Lo Shilling è ormai un ammasso di detriti, sotto sequestro. L’Hibiscus, invece, è diventato il simbolo di un recupero mai completato, oggi addirittura occupato da un senza fissa dimora. Alla Casetta lo scenario è ancora più preoccupante: tra i rifiuti spuntano lastre di amianto, trasformando il degrado in un potenziale rischio sanitario. Intorno, altri stabilimenti – Peppino a Mare, Bettina, Mariposa, Bungalow e Oasi – restano senza gestione, chiusi o completamente abbandonati.

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Estate alle porte, ma Ostia resta indietro

Le promesse di interventi rapidi si moltiplicano. I tempi, però, corrono più veloci. E con la stagione ormai alle porte, il rischio è quello di presentarsi all’estate con un litorale incompleto, ancora segnato da degradoritardi e incertezza gestionale. Il rilancio del mare di Roma è stato annunciato più volte. Ma oggi, camminando sulla sabbia di Ostia, la sensazione è un’altra: quella di una trasformazione iniziata, ma ancora lontana dal diventare realtà.

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