Ostia, parte il cantiere (di cinque mesi) per il nuovo Black Point d’oro, cambia la viabilità: tempi e costi
Ostia, dal 22 gennaio 2026 (incluso) e per cinque lunghi mesi (salvo proroghe) parte il cantiere per trasformare l’incrocio tra via delle Isole del Capoverde e via dei Panfili, uno dei punti considerati più critici, in un nuovo Black Point dal costo stimato in circa 4,3 milioni di euro pubblici. Il nodo politico resta sempre lo stesso: anche se i fondi arrivano dal Ministero, parliamo comunque di tanto denaro pubblico. E quando il conto è alto, l’opinione pubblica pretende che ogni euro abbia un senso, e soprattutto un risultato visibile.
Sei mesi di lavori (e di pazienza): cosa succede alla viabilità
Non si tratta di un intervento “lampo”. La durata annunciata è di 150 giorni lavorativi: tradotto in vita reale significa circa sei mesi di cantiere, tra giornate effettive, pause e progressione per fasi. La viabilità cambierà più volte, questo riportano in modo molto generico le carte diffuse dal Campidoglio. Ma l’effetto per chi vive e attraversa Ostia sarà chiaro: carreggiate più strette, corsie ridotte, divieti di sosta e percorsi obbligati. In pratica, un passaggio delicato rischia di diventare un imbuto quotidiano.
In concreto, per circa sei mesi l’area dell’incrocio tra via delle Isole del Capoverde e via dei Panfili verrà gestita “a pezzi”, con cantieri che si spostano da un tratto all’altro, in modo forse un po’ generico. Questo significa una cosa sola: in diversi momenti le strade saranno più strette, con corsie ridotte e passaggi obbligati. In alcuni punti non si potrà più svoltare liberamente, ma si dovrà andare dritto e poi girare più avanti. E dove oggi si parcheggia, spesso scatterà il divieto di sosta con rimozione, quindi meno posti auto e più ricerca del parcheggio nelle vie vicine.
L’obiettivo: più sicurezza, ma il quartiere teme l’effetto-colla
La narrazione istituzionale del Campidoglio è quella della sicurezza: ridurre il rischio per pedoni, automobilisti e utenti più fragili. In teoria, un intervento del genere punta a correggere le situazioni più pericolose con una nuova geometria stradale, spazi più chiari e attraversamenti più protetti. Ma nella pratica, la domanda dei residenti sarà inevitabile: l’incrocio diventerà davvero più sicuro senza trasformarsi in una trappola per il traffico? Perché se la sicurezza aumenta ma la mobilità collassa, la tensione sale.
Fondi ministeriali, ma la trasparenza resta un tema caldo
L’argomento “pagano altri” regge poco. I fondi ministeriali sono sempre soldi pubblici e finiscono comunque dentro un bilancio collettivo. E quando si parla di cifre importanti, la richiesta di trasparenza diventa automatica: quanto si spende, per ottenere cosa, in quanto tempo, con quali modifiche della viabilità e con quali controlli? La politica municipale e capitolina, su questo, ha un dovere doppio: realizzare opere utili e farle funzionare, spiegando tutto per bene ai cittadini. Perché un progetto non si valuta dai rendering, ma dal risultato finale.
E qui torna lo spettro delle polemiche: Black Point già contestati
Il tema Black Point non nasce “vergine”. Nel recente passato, alcuni interventi analoghi hanno generato critiche durissime da cittadini e opposizioni, soprattutto quando l’impatto sulla circolazione è stato più pesante del previsto. In certi casi si è arrivati a proteste organizzate, accuse di scarsa concertazione e richieste di rivedere in corsa soluzioni considerate penalizzanti. È il precedente che pesa anche su Ostia: perché quando un quartiere ha già visto cantieri contestati altrove, tende a prepararsi al peggio.
Cosa devono aspettarsi i cittadini: disagi certi, benefici da verificare
Per dirla semplice: per mesi si viaggerà peggio, si parcheggerà peggio e ci saranno giorni in cui la pazienza verrà messa alla prova. Il Comune promette più sicurezza, e questo è un obiettivo che nessuno può contestare. Ma la sfida è un’altra: far sì che la sicurezza non diventi un alibi per progetti poco compatibili con la vita reale del territorio. Il quartiere non chiede miracoli: chiede tempi rispettati, disagi minimizzati e un risultato che valga davvero i soldi spesi.
