Ostia prolunga il ‘Piano Freddo’ fino a maggio: costi e tempi del progetto ‘ponte’

Ostia, sullo sfondo, in primo piano il mini sindaco Mario Falconi, Municipio X

Contenuti dell'articolo

A Ostia è già tempo di primavera, la temperatura si fa molto più tiepida, ma il Municipio X ha deciso di prolungare il Piano Freddo fino al 4 maggio incluso. Non si tratta però di un ampliamento generale dell’assistenza per tutti i senza dimora del litorale. La proroga riguarda solo 10 persone già accolte in una struttura con ospitalità continua, giorno e notte. Il costo previsto per il prolungamento del servizio per i prossimi due mesi è di circa 24 mila euro. È una scelta che evita – secondo l’Amministrazione – un’interruzione del servizio. Ma che, allo stesso tempo, racconta bene il limite della risposta pubblica sul fronte dell’emergenza sociale.

Una misura ponte, non una svolta

Il senso del provvedimento è chiaro. Il servizio che era stato attivato nei mesi più freddi si avviava alla scadenza. Mentre il nuovo progetto destinato a prenderne il posto (il progetto, sempre temporaneo, denominato ‘Stay’) partirà solo il prossimo 5 maggio, con conclusione in programma per il 4 maggio 2028, per 24 mesi totali di assistenza. In mezzo si sarebbe creato un vuoto di circa due mesi. Il Municipio ha quindi scelto di coprire quel tratto ‘scoperto’ di assistenza.

Sul piano umano, la decisione ha una sua logica evidente. Sul piano politico, però, apre una domanda più larga: possibile che a primavera inoltrata la città sia ancora costretta a ragionare in termini di “piano freddo” e non di presa in carico stabile?

Dieci posti e una risposta limitata

Il dato più rilevante è proprio questo. Il servizio prorogato non riguarda tutti i senza tetto di Ostia. Non allarga la platea. Non apre nuove strutture. Non costruisce una risposta diffusa e continuativa, uguale per tutti. Ma tiene solo in piedi, per altri sessanta giorni, un’accoglienza per sole 10 persone.

Il problema non è la proroga in sé. Il problema è che l’emergenza abitativa e sociale continua a essere affrontata per piccoli numeri, per spazi ristretti, per interventi spot, temporanei, quasi ad personam. Si mette una toppa. Ma non si cambia davvero scala e visione.

Quanto costa il prolungamento

La spesa è coperta con fondi pubblici già autorizzati da Roma e utilizzati dal Municipio X per garantire il passaggio tra il vecchio servizio e il nuovo progetto in arrivo.

Tradotto dal linguaggio amministrativo: i soldi sono stati trovati per evitare che il servizio si fermasse. È un passaggio importante, perché dimostra che la continuità, quando viene ritenuta necessaria, può essere garantita. Ma resta il tema politico di fondo. Se le risorse si riescono a reperire per una proroga tecnica, allora il vero nodo diventa capire perché si continui a intervenire con il contagocce.

Ostia tra vetrina e fragilità

La decisione arriva in un momento simbolico per il litorale. Da una parte c’è il racconto di Ostia che guarda alla riqualificazione e al Parco del Mare. Dall’altra c’è una realtà sociale che continua a guardare al rischio che sul litorale sorga un nuovo campo rom ‘temporaneo’, che poi c’è il rischio che resti sul posto per i prossimi 50 anni, un film già visto troppe volte a Roma e provincia. La vicenda ha acceso polemiche forti e ha coinvolto anche esponenti di primo piano del Pd regionale, che si sono schierati contro quel progetto.

È qui che il Piano Freddo prorogato fino a maggio diventa qualcosa di più di una notizia amministrativa. Diventa il segno di un Municipio che pretende di mostrarsi moderno, ma che continua a fare i conti con fragilità profondissime a cui nessuno ha saputo mettere mano. E che, su quel terreno, procede ancora per misure tampone.

Il nodo politico resta aperto

La proroga del Piano Freddo evita una frattura immediata. E per questo ha un valore concreto. Ma non basta a cancellare la sensazione di una politica che continua a inseguire l’emergenza invece di governarla. Dieci posti in più tempo di primavera non sono una strategia. Sono un segnale. Un segnale di cautela, di necessità, forse anche di buon senso. Ma pur sempre un segnale limitato.

E così Ostia si ritrova in una fotografia molto italiana. Da una parte la città che vuole ripartire, rifarsi il volto, rilanciare la sua immagine. Dall’altra una rete sociale che resta corta. Il Piano Freddo va avanti fino al 4 maggio. Il freddo vero, però, è quello di una risposta pubblica che continua a muoversi solo quando il vuoto è ormai a un passo.