Ostia, sigilli allo stabilimento Venezia: sequestrate tutte le cabine abusive

Sequestro stabilimento Venezia Polizia Locale (1)

Le cabine erano lì da anni. Alcune ormai sospese sul mare, poggiate su palafitte dopo l’erosione della spiaggia. Ma per la Procura di Roma quelle strutture non potevano più restare dov’erano. Così, all’alba, è scattato il blitz: sigilli a circa 200 cabine dello storico stabilimento balneare “Venezia” di Ostia.

L’operazione ha segnato un passaggio delicato per il mare di Roma. Perché dietro quel sequestro non c’è solo una questione urbanistica: c’è un’inchiesta sulla gestione delle concessioni balneari che rischia di aprire un effetto domino su tutto il litorale romano.

Il blitz allo stabilimento Venezia di Ostia

Il sequestro è stato eseguito dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale della Procura di Roma, insieme al X Gruppo Mare della Polizia Locale e alla Guardia di Finanza del VI Nucleo Operativo Metropolitano di Ostia. Gli agenti hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo firmato dal Gip del Tribunale di Roma, che ha disposto la chiusura delle cabine dello stabilimento balneare “Venezia”, uno dei lidi più noti del litorale. Nel mirino ci sono i responsabili della società che gestisce lo stabilimento, indagati in concorso per violazioni degli articoli 54 e 1161 del Codice della Navigazione. Secondo l’accusa, avrebbero mantenuto stabilmente le cabine sul demanio marittimo senza un valido titolo demaniale ed edilizio.

Il blitz è scattato questa mattina, 12 marzo, quando finanzieri, polizia locale e vigili del fuoco sono entrati nello stabilimento per apporre i sigilli. Una parte delle cabine sequestrate si trovava ormai direttamente sul mare, sostenuta da strutture rialzate. Un effetto dell’erosione costiera che negli ultimi anni ha portato via migliaia di metri quadrati di sabbia anche davanti allo stabilimento Venezia. E secondo la Procura, quelle cabine sarebbero rimaste permanentemente installate sul demanio pubblico senza le autorizzazioni necessarie.

L’inchiesta sulle spiagge di Ostia

Quella sullo stabilimento Venezia è la prima indagine così approfondita sulla gestione degli stabilimenti balneari di Ostia. Segno che la Procura vuole mettere ordine sulle concessioni delle spiagge del litorale romano. Il caso Venezia potrebbe diventare un precedente per altri lidi. A Ostia, infatti, molte cabine sono costruite in legno e teoricamente rimovibili, ma diversi stabilimenti storici hanno realizzato nel tempo cabine in muratura con servizi, strutture molto più difficili da smantellare.

Il problema, adesso, è quello delle demolizioni. Il Dipartimento Patrimonio di Roma Capitale ha chiesto ai gestori degli stabilimenti di ripristinare lo stato originario delle concessioni demaniali. La richiesta è di rimuovere gli abusi edilizi e i manufatti non autorizzati, comprese le cabine in muratura. Il tempo concesso è poco. I gestori hanno 15 giorni per mettersi in regola. In caso contrario il Comune potrebbe negare le concessioni necessarie per aprire la stagione balneare.

Stabilimenti nel caos e stagione estiva a rischio

La richiesta è arrivata proprio mentre gli stabilimenti stavano preparando la campagna abbonamenti per l’estate. Molti operatori parlano apertamente di stagione a rischio. Sulle spiagge di Ostia, spiegano, si paga il conto di decenni di tolleranza e norme applicate in modo elastico. I regolamenti comunali prevedevano che le cabine fossero in legno e rimosse alla fine di ogni stagione estiva, un po’ come è avvenuto lo scorso ottobre per i chioschi delle spiagge libere smantellati dal Comune. Ma dagli anni Ottanta in poi in diversi stabilimenti sono state costruite centinaia di cabine in muratura, spesso autorizzate con una semplice Scia, senza permessi edilizi completi né autorizzazioni paesaggistiche.

Alcuni gestori sostengono di aver presentato richieste di sanatoria, ma la possibilità di condonare strutture in muratura costruite sul demanio marittimo appare tutt’altro che semplice. Intanto la situazione resta in bilico. Per lunedì è stato convocato un incontro in Campidoglio per affrontare il caos delle cabine di Ostia e trovare una soluzione che consenta agli stabilimenti di aprire la stagione senza blocchi. Ma con l’inchiesta della Procura di Roma sullo stabilimento Venezia, il sistema delle concessioni balneari del litorale romano sembra essere entrato in una fase nuova. E molto più complicata.