Ostia, smantellato il ‘Quadrilatero dello spaccio’: 13 arresti e un locale chiuso

Carabinieri in azione a Ostia

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Operazione ad alto impatto questa mattina a Ostia. I Carabinieri del Gruppo locale hanno messo in campo un servizio straordinario di controllo del territorio contro spaccio, illegalità diffusa e degrado. Decine di militari, supportati da elicottero, Unità Cinofile e Aliquote di Primo Intervento, hanno passato al setaccio le aree più sensibili del litorale romano, seguendo le linee strategiche del Prefetto di Roma Lamberto Giannini e le decisioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il bilancio è netto: 13 persone finite in manette, 9 denunciate a piede libero, centinaia di dosi di stupefacenti sequestrate e quasi novemila euro in contanti ritenuti provento di attività illecite.

Il cuore dell’operazione: il “quadrilatero” da bonificare

Il dispositivo, coordinato dal dipartimento “Criminalità diffusa e grave” della Procura di Roma, si è concentrato sul cosiddetto “quadrilatero dello spaccio”: piazza Gasparri, via Forni, via Fasan e via dell’Idroscalo. Si tratta delle stesse strade in cui, nelle settimane scorse, i Carabinieri avevano già arrestato altri sette soggetti legati al traffico di droga. Oggi è arrivata un’ulteriore stretta. Il messaggio è chiaro: le zone considerate “fortini dei pusher” non saranno lasciate in mano alla criminalità. La presenza capillare dei militari, visibile e prolungata, punta a restituire questi spazi alla cittadinanza.

L’appartamento occupato e il sequestro delle dosi

Uno dei fulcri del blitz è stato un appartamento occupato abusivamente in piazza Gasparri. Qui i Carabinieri hanno sorpreso cinque persone, tra cui quattro cittadini italiani (due donne, un uomo e un 17enne) e uno straniero, trovati in possesso di stupefacenti. Nell’abitazione sono state sequestrate centinaia di dosi di hashish e cocaina pronte per lo smercio. La perquisizione ha fatto emergere anche contanti per 9.089 euro, somma ritenuta legata allo spaccio. È l’ennesima conferma di come gli immobili occupati possano trasformarsi in basi operative per il crimine: il contrasto passa anche dal ripristino della legalità abitativa.

Denunce mirate: armi improprie, ricettazione e violazioni

Accanto agli arresti, arrivano nove denunce a piede libero. Gli illeciti contestati disegnano il perimetro di una microcriminalità ramificata: un soggetto per detenzione ai fini di spaccio, cinque per possesso di oggetti atti a offendere, uno per ricettazione, uno per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità e uno per guida senza patente. È la fotografia di un tessuto deviante che usa la droga come motore ma che non disdegna l’uso di armi improprie e l’indifferenza alle regole di convivenza. Colpirlo a più livelli significa aumentare la soglia di sicurezza percepita e reale.

Locale sospeso: quando la sicurezza viene prima

Nel corso dei controlli, i Carabinieri hanno notificato la sospensione dell’attività a un esercizio pubblico ai sensi dell’ex art. 100 del TULPS. Si tratta di un provvedimento amministrativo che, in presenza di turbative per l’ordine e la sicurezza pubblica, consente di fermare temporaneamente le attività di un locale. È un segnale tangibile: dove si alimentano frequentazioni pericolose o fioriscono condotte illecite, la risposta non è più solo penale ma anche amministrativa. La chiusura diventa un argine immediato per tutelare residenti e avventori.

DASPO urbano e venditori abusivi: tolleranza zero sul suolo pubblico

La stretta non si ferma qui: per sei persone è stata proposta l’applicazione del DASPO Urbano in relazione alla vendita ambulante non autorizzata. Lo strumento, pensato per allontanare da determinate aree chi compromette la fruizione sicura degli spazi pubblici, mira a spezzare la catena che lega abusivismo, degrado e illegalità. Per i cittadini significa marciapiedi e piazze più vivibili, per gli operatori regolari più concorrenza leale. È un tassello importante di quell’“igiene urbana” che parte dal rispetto delle regole più semplici: autorizzazioni, pagamenti dei tributi, tutela del decoro.

Numeri della sicurezza: persone e veicoli sotto la lente

La macchina dei controlli ha avuto anche un forte risvolto preventivo. Sono state identificate 131 persone e ispezionati 59 veicoli. Dietro questi numeri ci sono posti di blocco, pattuglie dinamiche e verifiche puntuali su documenti, precedenti e condizioni dei mezzi. È la rete che intercetta situazioni a rischio prima che degenerino, e che ricostruisce le traiettorie dei traffici illeciti. Per i residenti, tradotto: più pattuglie sul territorio, più occhi sulle strade, più probabilità che comportamenti pericolosi vengano fermati sul nascere.

Cosa cambia per i cittadini: come collaborare e a chi rivolgersi

L’operazione odierna rafforza un presidio costante. Per i cittadini, la pubblica utilità è immediata: maggiore visibilità delle forze dell’ordine, riduzione dei punti di spaccio, spazi comuni più sicuri. Ma la sicurezza è un patto: segnalare movimenti sospetti, allontanarsi da aree di spaccio, rifiutare l’acquisto di merce illegale o di sostanze, usare i numeri di emergenza in modo responsabile. Ogni informazione può essere decisiva per consolidare i risultati. La lotta al degrado si vince con continuità operativa e coraggio civico.

La strategia: colpire i “fortini” e riprendersi il quartiere

Dalle manette all’ultimo sequestro, il filo conduttore è uno: sottrarre spazio fisico e simbolico allo spaccio. Il “quadrilatero” non è solo una mappa, ma il teatro di una riconquista urbana. Chiudere un locale problematico, proporre DASPO urbano, denunciare chi gira armato, smantellare covi abusivi: sono azioni che, sommate, cambiano il clima di un quartiere. La sfida ora è mantenere il ritmo. Ostia chiede normalità: poter camminare in piazza Gasparri, attraversare via Forni, sostare in via Fasan o all’Idroscalo senza dover cambiare marciapiede. Oggi, un passo deciso è stato compiuto.