Ostia, stop alla ciclabile della Raggi: il Parco del Mare fa “sparire” la pista costata 1,8 milioni di euro
Prima la inaugurano con tanto di taglio del nastro. Poi la finanziano con soldi pubblici. Ora la demoliscono. Succede a Ostia, dove una pista ciclabile costata 1,8 milioni di euro rischia di sparire sotto i colpi del nuovo progetto del Parco del Mare, finanziato con fondi del PNRR. La riqualificazione promette una rivoluzione. Intanto si parte cancellando ciò che c’è già.
Ostia, scontro sul Lungomare Vespucci: “Stop ai lavori sulle roulotte”
La ciclabile simbolo … di spreco
Era il settembre 2020 quando l’allora sindaca Virginia Raggi presentava quei quattro chilometri di asfalto rosso come il simbolo della nuova mobilità sostenibile sul litorale romano. Dal porto turistico alla rotonda, un corridoio ciclabile che doveva cambiare il volto del lungomare. Cinque anni dopo, quella stessa infrastruttura è finita nel mirino del restyling targato Campidoglio. Una parte del tracciato verrà demolita per “restituire la vista dell’orizzonte” e riorganizzare la viabilità. In pratica si smonta per rifare. Con altri soldi pubblici. Resterà in piedi solo il tratto più recente, i 3,4 chilometri sul lungomare Amerigo Vespucci, completati la scorsa estate con 1,19 milioni di euro del PNRR. Il resto? Superato. O sacrificato, dipende dai punti di vista. Certo, ironizzando, si può dire che parte della pista ciclabile veniva puntualmente cancellata dalla sabbia. Ma tant’è…
Il nuovo Parco del Mare, di contro, è un’operazione imponente. 48 ettari di intervento, 9 chilometri di percorsi pedonali, 8 chilometri di piste ciclabili, 15 piazze-parco, oltre 94mila metri quadrati di verde, duemila alberi e 38mila arbusti. Numeri che fanno impressione. Il conto complessivo sfiora i 54 milioni di euro: quasi 24 milioni arrivano da fondi europei trasferiti dalla Regione Lazio, altri 30 milioni li mette il Comune. Entro giugno dovrà essere appaltato il 70% delle opere. La deadline finale è fissata al 2028. I cantieri sono pronti a partire. Il progetto è ambizioso. La domanda però è un’altra: serviva davvero demolire un’opera pubblica relativamente nuova per farlo?
Parcheggi, traffico e l’estate che incombe
Il punto non è solo la ciclabile. È la viabilità. È il tema dei parcheggi. Nei weekend trovare posto a Ostia è già un’impresa, figuriamoci d’estate. Se gli stalli diminuiranno, come temono residenti e commercianti, l’accesso al mare rischia di diventare ancora più complicato. In una zona già segnata da erosione costiera, concessioni balneari in bilico e contenziosi amministrativi, l’idea di ridisegnare tutto divide. C’è chi parla di svolta storica. E chi, più prosaicamente, vede l’ennesimo giro di giostra urbanistico.
La riqualificazione del lungomare è una sfida seria. Ostia ha bisogno di investimenti, di verde, di spazi pubblici pensati bene. Ma quando un’infrastruttura da 1,8 milioni di euro viene messa in discussione a distanza di pochi anni, il tema non è solo tecnico. È politico. È gestionale. La sensazione, per molti, è quella di una pianificazione a strappi. Una città che cambia idea ogni legislatura. Un progetto che sostituisce il precedente senza mai chiudere davvero il cerchio. Il Parco del Mare può essere un’occasione. O l’ennesimo capitolo di una storia già vista. Per ora, l’unica certezza è questa: a Ostia la nuova stagione della riqualificazione comincia abbattendo ciò che era stato appena celebrato come simbolo del futuro.