Ostia, stop alle sigarette in spiaggia: arriva il divieto (ma non ovunque)

sigarette

Una sigaretta accesa, il mare davanti e la sabbia sotto i piedi: una scena destinata a sparire, almeno in parte. A Ostia il fumo in spiaggia ha i giorni contati. Non subito ovunque, ma la Capitale imbocca una strada che cambia abitudini radicate e apre un nuovo fronte, tra salute pubblica e libertà individuali.

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Divieto di fumo a Ostia: cosa prevede la nuova ordinanza

La svolta è arrivata in Commissione Ambiente in Campidoglio, dove Pd e Movimento 5 Stelle hanno trovato un’intesa su una delibera destinata a cambiare le abitudini dei bagnanti. Il provvedimento, che porta la firma del consigliere Paolo Ferrara, apre la strada all’ordinanza balneare che il sindaco firmerà nei prossimi mesi. Per l’estate imminente, però, il divieto sarà parziale: non si potrà fumare entro i 5 metri dalla battigia. Una fascia precisa, quella più frequentata, dove si concentrano famiglie, bambini e chi entra e esce dall’acqua. Nel mirino non ci sono solo le sigarette tradizionali, ma anche sigarisigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato. L’obiettivo è duplice: tutelare la salute pubblica e ridurre l’impatto ambientale dei mozziconi, tra i rifiuti più diffusi e difficili da smaltire.

Ogni estate, sulle spiagge del litorale romano, si accumulano migliaia di filtri abbandonati. Piccoli, quasi invisibili, ma altamente inquinanti. E un mozzicone può impiegare fino a 10 anni per degradarsi, rilasciando sostanze tossiche nella sabbia e nel mare. È su questo fronte che la Capitale ha deciso di allinearsi alle grandi città internazionali che hanno già introdotto restrizioni simili, da Barcellona a New York, passando per Melbourne e Stoccolma. L’ordinanza punta quindi a rendere le spiagge più pulite e vivibili.

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Cartelli e aree fumatori: cosa vedremo sulle spiagge. Ma chi controlla?

La delibera non si limita al divieto. Prevede infatti la presenza di cartellonistica chiara agli ingressi degli arenili e lungo la costa, controlli affidati a polizia locale e Capitaneria di porto, e un invito, destinato a diventare terreno di scontro politico, a creare aree dedicate ai fumatori. Ed è proprio qui che emergono le prime crepe. Perché se fumare sarà vietato vicino al mare, resterà possibile più indietro. Con il rischio concreto di trasformare la spiaggia in una mappa confusa, fatta di confini invisibili e regole difficili da far rispettare.

Ma come si farà rispettare davvero il divieto? Chi controllerà la distanza esatta dalla battigia? E soprattutto: ha senso vietare una sigaretta a pochi metri dal mare, ma consentirla sotto l’ombrellone? Il rischio, segnalato anche da diversi operatori del settore, è quello di una norma forte nei principi ma debole nell’applicazione, destinata a creare più discussioni che sanzioni.

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Ambiente e politica: il divieto che avvicina Pd e M5S

Dietro la misura, però, non c’è solo l’ambiente. C’è anche la politica. Il provvedimento porta la firma del consigliere pentastellato Paolo Ferrara e ha trovato sponda nel Partito Democratico, con il sostegno del presidente della commissione Ambiente Gianmarco Palmieri. Una convergenza tutt’altro che casuale. Il tema del fumo in spiaggia diventa così anche un banco di prova per il dialogo tra le due forze, in vista delle future sfide elettorali.

Intanto, per chi frequenta il mare di Ostia, la spiaggia cambia, le regole pure. E quella sigaretta accesa davanti al mare, che sembrava un gesto banale, potrebbe presto diventare un ricordo.