Ostia, Villaggio della Solidarietà, Schiuma (FdI): “Il mare di Roma non può diventare un nuovo campo rom”
Sul lungomare di Ostia è in corso la realizzazione di un’area destinata alla ricollocazione di famiglie rom provenienti da insediamenti già esistenti. L’intervento viene presentato come “Villaggio della Solidarietà”, ma per una parte dell’opposizione municipale l’operazione rischia di trasformarsi, nei fatti, in un nuovo insediamento stabile in una zona considerata strategica per il litorale. La questione è entrata nel dibattito politico del territorio nelle ultime ore.
Schiuma: “Servono regole, vincoli e autorizzazioni pubbliche”
A sollevare il tema è Fabio Schiuma, intervenuto sul progetto avviato nel Municipio X. Nella sua ricostruzione, l’area interessata sarebbe indicata come parco pubblico e collocata in fascia costiera, potenzialmente soggetta a vincoli paesaggistici. Schiuma chiede che vengano chiariti pubblicamente passaggi amministrativi, autorizzazioni e modalità di gestione, distinguendo – nelle sue dichiarazioni – il profilo della solidarietà da quello delle procedure e della cornice normativa.
Il nodo dei lavori in corso e la contestazione sul metodo
Secondo quanto riportato dal dirigente di Fratelli d’Italia, nel frattempo sarebbero già iniziati interventi materiali sul sito, citando asfaltature e lavorazioni. Il punto, nella critica espressa, è l’ordine delle priorità: prima dovrebbero arrivare risposte puntuali sugli aspetti tecnici e sugli eventuali requisiti previsti per configurazioni come “area attrezzata” o “area camper”, poi – sostiene – l’apertura dei cantieri. La vicenda, così, si sposta dal merito politico al perimetro della trasparenza amministrativa.
Tre richieste formali: atti, piano gestionale e compatibilità urbanistica
Nell’intervento vengono elencate richieste precise: pubblicazione integrale degli atti autorizzativi e dei pareri tecnici; presentazione di un piano gestionale dettagliato (numero delle unità previste, tempi di permanenza, soggetti responsabili, sicurezza, servizi e costi); chiarimenti sulla compatibilità urbanistica e paesaggistica.
Accanto a questo, Schiuma collega la scelta di localizzazione al tema del rilancio turistico del lungomare, sostenendo che un insediamento stabile “di questo tipo” invierebbe un messaggio problematico a residenti, operatori economici e investitori. Le prossime mosse dell’Amministrazione e l’eventuale pubblicazione degli atti determineranno l’evoluzione del confronto.