Papa Leone XIV ridisegna la diocesi di Roma: quattro nuovi vescovi ausiliari (tutti parroci) e una cerimonia al Laterano

Papa Leone XIV

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Con un unico atto ufficiale reso noto nelle ultime ore, Papa Leone XIV ha impresso un’altra accelerazione al riassetto del governo della diocesi di Roma, quella che più di ogni altra porta il peso simbolico del pontificato. Quattro parroci romani diventano vescovi ausiliari e vengono destinati ai settori Nord, Sud, Est e Ovest. Non è una semplice rotazione di incarichi: è un segnale di metodo. Il Papa procede per passi concreti, cercando di rimettere ordine in una macchina pastorale vasta e complessa.

La revisione della riforma e il “gruppo di lavoro” sul Vicariato

Nel decreto, Leone XIV annuncia anche la nascita di un gruppo di lavoro incaricato di rivedere la Costituzione apostolica In Ecclesiarum Communione, promulgata nel 2023 e collegata alla riforma dell’ordinamento del Vicariato di Roma. L’obiettivo dichiarato è verificare se quell’impianto risponda davvero alle esigenze pastorali di oggi e se aiuti, con maggiore efficacia, la missione ecclesiale nella Capitale. In altre parole: non si tratta di cancellare, ma di misurare ciò che funziona e ciò che va corretto.

Il 2 maggio al Laterano: una consacrazione che pesa

La scelta di consacrare personalmente i quattro nuovi ausiliari, con una cerimonia solenne il 2 maggio nella Basilica di San Giovanni in Laterano, dà la cifra dell’operazione. È un gesto di attenzione diretta verso un territorio ecclesiale attraversato da tensioni, fatiche organizzative e malumori sedimentati negli anni. Il Laterano non è solo una cornice prestigiosa: è il luogo in cui la diocesi di Roma si riconosce, e dove ogni cambiamento assume una valenza pubblica. Leone XIV sembra voler dire che la riorganizzazione non sarà delegata a distanza.

I nomi e le zone: chi guiderà Nord, Sud, Est e Ovest

Le nomine puntano su figure radicate nel tessuto romano. Don Stefano Sparapani, parroco a San Basilio, assume il Settore Ovest. Poi Don Alessandro Zenobbi, da Santa Lucia, viene destinato al Settore Est. Poi ancora Don Andrea Carlevale. Infine a San Giovanni Battista de’ Rossi, seguirà il Settore Sud. Mentre il Settore Nord va a don Marco Valenti, parroco della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo. Una scelta che privilegia la conoscenza diretta delle comunità, delle periferie e delle diverse “Rome” che convivono nella stessa città.

Il Centro storico e la sorpresa (anche tra i diretti interessati)

Il riassetto si innesta su un passaggio precedente: il motu proprio Immota Manet di novembre, con cui Leone XIV ha ripristinato il Settore del Centro storico. Ricomponendo in un’unica area le prefetture diocesane dalla prima alla quinta. Ora, proprio quel Centro viene affidato al vicegerente Renato Tarantelli Baccari. Una scelta che, secondo più voci nel clero romano, spiazza perché legata alle tensioni del passato sulla gestione “periferica” della diocesi.

Intanto la notizia arriva come un fulmine anche ai nominati. Sparapani, classe 1956, racconta una vocazione adulta nata dal volontariato e temprata nelle realtà difficili del Corviale e di San Basilio. Con loro, a sostenere la nuova architettura, restano il cardinale Reina. Lo stesso Tarantelli Baccari e si aggiunge Michele Di Tolve, rettore del Seminario Romano Maggiore. Un quadro che, tassello dopo tassello, prova a riportare la diocesi di Roma su un equilibrio più leggibile e operativo.