Parco del Circeo, lo sterminio dei daini andrà avanti anche senza vertici?

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Il parco del Circeo, negli ultimi tre anni, è stato tristemente oggetto di una vergognosa situazione dovuta al sovrappopolamento di una specie bella, ma problematica : il daino. Nel parco si presume vivano circa 1800 esemplari, secondo gli esperti. S arebbero troppi e porterebbe all’estinzione alcuni arbusti a causa della loro alimentazione e avrebbero inoltre causato degli incidenti stradali. I daini che inizialmente (nel 1953) vivevano in 400 ettari, si sarebbero riprodotti in modo esponenziale ed è responsabilità del Parco, non certo degli animali.

La cattiva gestione del Parco del Circeo

Per aver ignorato per decenni il controllo degli animali e di non aver manutenuto le recinzioni, consentendone la diffusione nella foresta demaniale o attraversare la limitrofa SS Pontina. La soluzione trovata è ipocrita, quanto orribile. Induzione alla diminuzione del 30%, ovvero uso venatorio, o macellazione, impedendo di fatto l’adozione con limiti assurdi a chi lo volesse. Le linee guida del massacro, mimetizzate dal burocratese, sono state avallate dal generale Antonio Ricciardi, dimessosi pochi giorni fa travolto dalle polemiche, da presidente del parco.

Sovrappopolazione di daini

La sovrappopolazione presunta dei daini del Parco, non si basa sul censimento dei capi, ma su stime poco precise e sempre ballerine ed i “danni collaterali” prodotti non sono rilevanti. Infatti, i danni per la “brucatura” possono essere evitati con un regolare foraggiamento. I danni alle aziende agricole contigue, sono solo presunti, quando non sono episodi di caccia mascherati e sono considerati dal Parco stesso “non rilevanti”. Le collisioni stradali sono provocate da eccessi di velocità e mediamente non sono state più di un paio, nell’arco degli ultimi anni.

Confusione ai vertici dl Parco

Quindi il vero ed unico fattore “destabilizzante” del Parco, è dovuto esclusivamente alla mala gestione dello stesso. Esiste, è vero, un fattore “destabilizzante” ed è la crisi della dirigenza, dovuta alle correnti politiche in seno allo stesso partito. Già due volte il Parco ha proposto un Avviso Pubblico per l’individuazione delle candidature alla Direzione e, per ben due volte… il Ministero dell’Ambiente ha bocciato l’Avviso Pubblico.  Insomma, sembra che al Circeo regni scarsa dimestichezza con le leggi dello Stato.

Abbattimento dei daini catturati?

Voglio nuovamente sottolineare la perfida ipocrisia dei due bandi, in quanto il Parco affida ad altri il compito di uccidere. Ma c’è di più. Contrariamente a tutte le promesse del generale Antonio Ricciardi (“Nel Parco non si sparerà mai”), l’Avviso Pubblico per la formazione delle persone che dovranno catturare i capi vivi, prevede anche l’abbattimento diretto dei daini catturati. Ora sarebbe davvero scandaloso che il Parco privo di Presidente e Direttore, guidato ad interim, possa procedere lo stesso nel programma di sterminio.

La battaglia degli amici del Parco

Il nuovo Ministro nominerà una nuova dirigenza, lottizzata, e speriamo sia migliore di quella che ha guidato il Parco nelle ultime decadi, dall’ex presidente Gaetano Benedetto a Antonio Ricciardi e all’ex direttore Paolo Cassola. Noi amici del Parco continueremo a seguire la storia sperando nel buon fine  per la salvezza degli splendidi mammiferi.
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