Pasqua a Roma, il turismo rallenta per la guerra: prenotazioni in frenata ma la Capitale resta forte
La Pasqua 2026 si avvicina con un quadro turistico più complesso del previsto per Roma. La Capitale continua a confermarsi una delle mete più richieste d’Europa, ma il contesto internazionale pesa sulle scelte di viaggio e introduce una variabile che il settore segue con crescente attenzione: l’effetto della guerra sui flussi turistici. Le tensioni in Iran e le difficoltà operative negli aeroporti mediorientali e del Golfo stanno infatti incidendo sulle prenotazioni, soprattutto da alcune aree tradizionalmente importanti per il mercato romano.
Chi arriva a Roma per le vacanze pasquali
Secondo le prime indicazioni diffuse dagli operatori del comparto, a scegliere Roma per le festività pasquali saranno soprattutto viaggiatori europei, statunitensi, canadesi e italiani. Più debole, invece, il contributo dei mercati asiatici e mediorientali, penalizzati dalle criticità legate ai collegamenti aerei. A risentirne è in particolare il turismo proveniente dall’Estremo Oriente, inclusa la clientela giapponese, storicamente rilevante per la città. Si tratta di un cambiamento significativo nella composizione della domanda, che modifica gli equilibri del comparto senza però compromettere, almeno per ora, la tenuta complessiva della destinazione Roma.
Cancellazioni in aumento, ma il turismo di qualità tiene
Assoturismo segnala negli alberghi una flessione visibile: le cancellazioni da parte dei mercati mediorientali e asiatici si attestano intorno al 15%. Parallelamente, però, si registra una crescita di almeno il 10% dai Paesi del Commonwealth, elemento che contribuisce a compensare almeno in parte il rallentamento. Nella settimana di Pasqua l’occupazione delle camere viene stimata attorno al 75%, contro l’80% dello scorso anno. Il dato quantitativo è leggermente inferiore, ma secondo il presidente di Assoturismo Angelo Di Porto il profilo del visitatore atteso presenta una capacità di spesa mediamente più elevata rispetto a quella dei pellegrini arrivati durante il Giubileo.
Federalberghi e Confindustria: mercato prudente
Anche Federalberghi invita alla cautela. Il presidente Giuseppe Roscioli parla di circa un milione di presenze nella Settimana Santa, pur riconoscendo un rallentamento nelle prenotazioni dovuto alla situazione internazionale. L’aspettativa resta comunque quella di chiudere con volumi vicini a quelli dello scorso anno, grazie alla forte attrattività di Roma e alla sua percezione come città sicura. Più prudente l’analisi di Confindustria Alberghi, soprattutto sul segmento alto di gamma: a Roma l’aumento delle cancellazioni che coinvolgono la clientela extra-Ue riguarda l’80% delle strutture campionate, un dato che conferma un mercato meno impulsivo e più attendista nelle decisioni di viaggio.
Alberghi, lusso e soggiorni più lunghi
Il nodo, dunque, non è soltanto il numero degli arrivi, ma anche la qualità della domanda. Il settore alberghiero osserva con interesse segnali che arrivano dal comparto luxury e dalle prenotazioni aeree, dove alcuni indicatori mostrano una maggiore incidenza di viaggiatori orientati a soluzioni premium piuttosto che economy. In questo scenario, Roma potrebbe beneficiare di una presenza meno numerosa ma economicamente più rilevante. Le previsioni indicano inoltre soggiorni medi di due o tre giorni, una permanenza utile a sostenere non soltanto gli hotel, ma anche ristorazione, shopping e servizi culturali.
B&B e case vacanza: andamento stabile, ma sotto data
Più articolata la lettura del mercato extra-alberghiero. Per B&B e case vacanza, infatti, il quadro resta sostanzialmente stabile, con un’occupazione intorno all’80%, in linea con l’anno precedente. Il punto critico, spiegano gli operatori, è la tempistica delle prenotazioni: molte arrivano a ridosso della partenza, rendendo difficile una valutazione definitiva con largo anticipo. Anche Fiavet conferma che il blocco al momento riguarda soprattutto il mercato asiatico, mentre non risultano ancora segnali di frenata marcata dagli Stati Uniti o dal Sudafrica. Tuttavia, se le tensioni internazionali dovessero protrarsi, gli effetti potrebbero estendersi alla tarda primavera e incidere anche sulla stagione estiva.
Roma resta competitiva, ma osserva il contesto globale
Il dato di fondo è chiaro: Roma conserva una forte capacità attrattiva, ma il turismo internazionale è oggi sempre più sensibile agli scenari geopolitici. Le festività pasquali 2026 si presentano quindi come un banco di prova per misurare la resilienza del settore. Al momento prevale un cauto ottimismo, sostenuto dai flussi europei, nordamericani e domestici. Ma il rallentamento delle prenotazioni e l’aumento delle cancellazioni extra-Ue indicano che il mercato si muove con maggiore prudenza. Per la Capitale, la sfida non è soltanto riempire le camere, ma consolidare un turismo stabile, di qualità e meno esposto agli shock internazionali.