I comunisti che si scannano. E i responsabili che li leccano (video)
Uno dice: se i comunisti si scannano tra di loro va bene così.
Ma invece bisogna andare un po’ più nel profondo. Perché quanto accaduto a Livorno qualche giorno fa non va fatto cadere così, quasi che fosse folclore.
Comunisti e trasformisti
Noi siamo e restiamo orgogliosamente anticomunisti. Per storia e per cultura. Non capiamo perché lo Stato debba sperperare centinaia di migliaia di euro per festeggiare gli epigoni italiani del comunismo sovietico, ma c’è anche altro.
Perché andrebbe vietato il “diritto” al trasformismo. Il video dal Fatto quotidiano che vi mostriamo è davvero significativo. Il Pd ha mandato una propria delegazione a Livorno per “celebrare” il centenario. Ed è stato accolto a suon di meritate contestazioni.
Pensate: a commemorare i comunisti hanno mandato – era di casa – il deputato Andrea Romano. Che alla Camera stava con Mario Monti, che propriamente togliattiano non è mai stato. Ovviamente si è beccato i fischi.
Ma poi: comunque che c’entra il Pd con quella storia, visto che non sopportano di essere indicati come i successori di quella storia? Quanto dà fastidio la lunga sigla Pci-PDS-Ds-Pd?
Molto diversa la storia a destra, dove almeno – fino a che quelli come il senatore De Bertoldi tollererà – una fiamma tricolore è rimasta nel simbolo. Lì, la continuità col Msi pare essere rimasta, almeno fino a che non prevarrà quella linea rivendicata pubblicamente dal senatore di cui sopra (“per i fascisti non c’è spazio”).
E uno si chiede, tornando alle pittoresche comunistiadi di Livorno, se ancora oggi ci si possa affidare a chi pensa – dopo aver rinnegato – che quella storia di sangue debba essere ancora celebrata. Ben altra cosa il Msi da quel Pci. Nato da reduci che scelsero la democrazia il primo; cresciuto con i finanziamenti di Mosca, il secondo. Vissuto sotto il piombo ricevuto in anni terribili il primo; prosperato nel nome dell’antifascismo consociativo il secondo.
E ora c’è Andrea Romano.
C’è solo da chiedersi che ci fa con questa gente chi si fa chiamare “responsabile” per una poltrona ed ha vissuto per una vita sul fronte anticomunista.
Li leccano. E si offendono se gliene dici quattro: vorrebbero mazzi di rose. Fateveli regalare da quelli di Livorno. Li paghiamo noi. Pure quelli. Quattrocentomila euro in due anni.
ps: viva la faccia di Marco Rizzo, comunista vero, è che dice di non volere un euro da questo governo. Il PCI lo celebriamo con i soldi nostri. È così che si fa