Una poltrona per due. E se a Roma ci provasse Goffredo Bettini?

Goffredo Bettini è tornato. Di nuovo, anche se fisicamente è bloccato all’estero. Una delle sue grandi passioni i viaggi, come il cinema. Appena un gradino sotto la militanza politica, che rappresenta lo schema esistenziale di tutta la sua esperienza di vita. Di famiglia di origine aristocratica Bettini è stato uno dei più giovani dirigenti dei comunisti italiani. Insieme a Massimo D’Alema e a Walter Veltroni. A cui è legato da profonda stima ed amicizia personale. Personaggio particolare Goffredo Bettini, perché a differenza di molti politici non ha mai amato apparire troppo sotto ai riflettori. E lo ha ribadito anche recentemente in una intervista su La7 curata da Alessandra Sardoni durante la trasmissione Omnibus. Il potere diretto si consuma, ha dichiarato questo leader atipico della sinistra italiana. Con una frase che ricorda tantissimo alla rovescia il celebre motto andreottiano. Il potere logora chi non ce l’ha. Perché per Bettini il problema non è esercitare il ruolo di capo politico direttamente, ma di creare una squadra. Scegliere uomini e obiettivi. Farsi ascoltare e proporre una propria visione strategica e culturale. Fino a farla sembrare inevitabile. E quindi a farla diventare egemonica.

Da Rutelli a Zingaretti, dietro le scelte a sinistra a Roma c’è sempre Goffredo Bettini

C’era lui dietro alla scelta di candidare Francesco Rutelli sindaco nel 1993, strizzando l’occhio a Marco Pannella. Vittoria al ballottaggio e Bettini in orbita. C’era sempre Goffredo dietro al grande progetto dell’Auditorium al Parco della Musica. Un esperimento trasversale, dove riuscì a coinvolgere addirittura Gianni Letta. I rapporti tra il governo di centrodestra degli anni duemila e la Roma veltroniana passavano da quelle stanze. E ci furono anche errori, certo. Almeno visti dalla sua prospettiva politica. Come la ricandidatura di Rutelli del 2008, con la bruciante sconfitta contro Gianni Alemanno. E ora, tutti dicono che Zingaretti non faccia un passo senza sentirlo. I rapporti con i grillini, la partita più che mai aperta per il nuovo sindaco di Roma. Lo stesso governo rosso giallo sarebbe nato dopo aver sentito comunque il parere di Bettini. E la giornalista conduttrice di Omnibus lo stuzzica, e pone la fatidica domanda. Ma lei esattamente che ruolo ha? Appartiene a quella schiera dei leader senza partito, come Grillo e Casaleggio? Che non sono iscritti ai Cinque Stelle? O come Renzi che non ha ruoli formali in Italia Viva pur essendone il capo politico indiscusso? Troppo furbo ed esperto Bettini per cadere nella trappola. E quindi risponde glissando, non ho mai voluto ruoli per me. Non sono mai stato sindaco, presidente di Regione o assessore. Anzi assessore si, tre mesi con Rutelli. Poi lui si è inventato l’asinello, io mi sono incavolato e me ne sono andato.

Ma la Raggi nel progetto di Bettini che c’azzecca?

Il potere ha senso se si basa sulla costruzione delle squadre. Per creare una egemonia politica e culturale. Ho sempre pensato questo, fin da ragazzo. E ora mi ritrovo in grande sintonia con Zingaretti. Al quale mi lega una profonda stima e amicizia personale. Queste alcune delle frasi pronunciate da Goffredo Bettini nel corso di una recente intervista ad Omnibus su La7. E già in molti pensano a un ritorno in grande stile dello stratega forse più ascoltato nelle scelte della sinistra romana degli ultimi venticinque anni. Certo, se così sarà Bettini avrà da lavorare. Perché la Raggi sembra decisissima a ricandidarsi, nonostante i consensi in picchiata in città. E le fronte interne nel mondo grillino. E un progetto di ampia visione strategica in queste condizioni non è facile. Anche perché il PD dovrà scegliere. Se stavolta appoggiare Virginia dopo averla massacrata. O se correre  da solo mettendo a rischio Roma e forse anche il governo nazionale. Un bel ginepraio, da sciogliere in pochi mesi. E qualcuno pensa che ancora una volta sarà il turno di Bettini. Che certamente non si tirerà indietro. La Raggi è avvisata, il ritorno in campo del vecchio stratega PD potrebbe essere per lei un grande problema in più. E se fosse davvero il turno di Goffredo?

https://www.la7.it/omnibus/video/goffredo-bettini-pd-non-ho-mai-cercato-il-potere-diretto-si-consuma-il-potere-indiretto-punta-piu-03-06-2020-328435

 

 

 

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