Pd in frantumi: anche Gianni Pittella lascia Letta per candidarsi con Renzi e Calenda


Altro scossone nel Pd in Basilicata, già segnato dalle polemiche per le candidature nelle liste plurinominali. E anche per la vicenda del segretario regionale Raffaele La Regina che ha rinunciato alla candidatura di capolista alla Camera dei deputati a seguito di sue frasi ritenute antisioniste, pubblicate sui social molti anni fa. Entrambi i fratelli Pittella (Gianni, senatore, e Marcello, ex presidente della Regione Basilicata) hanno lasciato il Pd per aderire al terzo polo. Ieri l’ex governatore ha annunciato l’adesione ad Azione e la candidatura a capolista al Senato in Basilicata. La stessa decisione è stata presa dal senatore Gianni Pittella, senatore uscente con il Pd, eletto con il proporzionale in Campania nel 2018, e attuale sindaco di Lauria (Pd), il ”feudo” della famiglia Pittella.

Ecco le ragioni dell’addio di Gianni Pittella al Pd

In un lungo post su Facebook Gianni Pittella annuncia il suo addio al Pd, spiegandone le ragioni. “La lunga strada nel Pd per me finisce qui. Lo scrivo senza polemica e con grande serenità d’animo”, ha scritto sui social Pittella. Una scelta dettata da ragioni politiche, perché rispetto al Pd ”il terzo polo di Calenda e Renzi mi pare un embrione di speranza”. E poi ci sono le questioni personali del fratello Marcello. ”A pochi mesi dalle scorse elezioni regionali, fu arrestato da presidente di Regione in carica – ha detto ancora -. Ovviamente fu costretto a non ricandidarsi presidente quando aveva buone chance di riconferma.

Pittella critica il Pd sui diritti e le garanzie

Pochi mesi dopo gli venne un brutto male. A dicembre 2021, dicembre scorso, ha superato la vicenda giudiziaria con assoluzione piena e pure il malanno fisico, nonostante qualche piccolo acciacco resti. Tra i cittadini si è scatenato un moto di affetto, grande. Dai vertici del Partito democratico, al netto di qualche telefonata di singoli autorevoli membri di governo, non una parola o quasi. Questo la dice lunga, non sulla vicenda o sulla persona Pittella, ma sulla cultura del Pd sui diritti e le garanzie”, ha concluso.