Pellegrini salva la Roma a Bologna, ma il Dall’Ara lancia un allarme: un 1 a 1 che dice molto più del risultato
La Roma esce dal Dall’Ara con un 1-1 che tiene aperto il discorso qualificazione negli ottavi di Europa League, ma lascia anche una sensazione doppia: sollievo per aver evitato il peggio, rammarico per non aver colpito nel momento in cui il Bologna aveva davvero vacillato. Il pareggio firmato da Lorenzo Pellegrini, arrivato nella ripresa dopo il vantaggio rossoblù di Bernardeschi, impedisce ai giallorossi di sprofondare e rimanda ogni verdetto al ritorno. Era l’andata degli ottavi, e adesso il margine resta sottilissimo.
Primo tempo: più Bologna che Roma
La squadra di Gasperini ha iniziato contratta, quasi intimorita dall’aggressività del Bologna. I rossoblù hanno alzato da subito il pressing, spezzando il ritmo e costringendo la Roma a giocare male, soprattutto nella prima costruzione. La migliore occasione giallorossa del primo tempo è capitata a Zaragoza, che però ha sprecato tutto solo davanti a Skorupski. Dall’altra parte, invece, Bernardeschi e Rowe hanno acceso il Dall’Ara con continuità, e solo un’altra parata di alto livello di Svilar ha evitato il gol prima dell’intervallo. La sensazione, già allora, era chiara: il Bologna aveva più gamba e più coraggio.
Bernardeschi accende la miccia
L’episodio che spezza la partita arriva all’inizio della ripresa. Rowe inventa una giocata da applausi, salta mezza difesa romanista e serve Bernardeschi, che con il sinistro trova la traiettoria giusta per battere Svilar. È il gol che fotografa perfettamente il momento del match: Bologna più brillante, Roma lenta nelle letture e in ritardo nei raddoppi. Quel vantaggio rossoblù non nasce da un caso, ma da una superiorità tecnica e mentale costruita minuto dopo minuto, soprattutto sugli esterni, dove i giallorossi hanno sofferto parecchio.
La reazione romanista passa da Malen
Eppure, proprio nel momento peggiore, la Roma ha avuto il merito di non sparire. Malen ha dato profondità, allungato la squadra e costretto il Bologna a correre all’indietro. Prima il palo dell’olandese, poi l’azione del pareggio: errore sanguinoso di Joao Mario, recupero alto, accelerazione feroce e assist perfetto per Pellegrini, che deve soltanto depositare in rete. È una giocata che nasce da una disattenzione avversaria, sì, ma anche dalla capacità romanista di restare viva dentro una partita sporca, nervosa e tutt’altro che semplice.
Finale da brividi e verdetto rimandato
Il finale racconta meglio di tutto quanto questo 1-1 sia stato equilibrato e pericoloso. La Roma ha sfiorato il sorpasso con N’Dicka, ma il Bologna ha risposto colpendo addirittura la traversa con Vitik nel recupero. In mezzo c’è stata anche l’enorme occasione costruita ancora da Malen e salvata da Lucumí. Tradotto: il pari è giusto, ma è anche figlio di una partita che entrambe avrebbero potuto vincere. Per la Roma è un risultato utile, non liberatorio. Perché salva la serata, però non cancella i difetti emersi nella gestione dei ritmi e nelle letture difensive.
Che cosa dice davvero questa partita
Dal punto di vista tecnico, la Roma ha confermato di avere carattere ma non ancora continuità piena. Quando la gara si accende, i giallorossi trovano uomini e strappi per restare dentro il match; quando invece serve controllo, palleggio e ordine, la squadra continua ad avere vuoti improvvisi. Il Bologna, al contrario, ha mostrato un’identità più riconoscibile: ampiezza, aggressività, qualità negli uno contro uno. Se la Roma vuole davvero trasformare il ritorno in una notte europea favorevole, dovrà alzare il livello per almeno settanta minuti, non solo per spezzoni.
La classifica Serie A: corsa Champions rovente
Sul fronte campionato, il quadro è chiarissimo e spiega perché la Roma non possa permettersi cali prolungati. Dopo 28 giornate, l’Inter è prima con 67 punti, davanti al Milan a 60 e al Napoli a 56. La Roma è a quota 51, appaiata al Como e appena davanti alla Juventus, ferma a 50; il Bologna, invece, è ottavo con 39. Reuters conferma inoltre che l’Inter mantiene sette punti di vantaggio in vetta e che restano ancora dieci giornate per decidere tutto. In altre parole: per la zona Champions ogni passo falso pesa moltissimo.
Lo stato di forma della Roma: segnali misti
La fotografia più onesta del momento romanista sta negli ultimi risultati di Serie A: vittoria col Cagliari, pari a Napoli, successo netto con la Cremonese, 3-3 contro la Juventus e poi il ko per 2-1 a Genova. Sono otto punti nelle ultime cinque giornate, abbastanza per restare in corsa ma non sufficienti per parlare di vera continuità. Il prossimo snodo, infatti, è già enorme: domenica 15 marzo c’è Como-Roma, uno scontro diretto che vale molto più di tre punti nella lotta al quarto posto. E dopo il pari europeo di Bologna, la sensazione è che il futuro della Roma passi tutto da lì: dalla capacità di reggere la pressione, finalmente, senza oscillare.