Piantedosi: Interrompere subito le traversate degli immigrati, solo così salveremo vite”

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“Purtroppo questo testimonia che le traversate andranno interrotte al più presto. Molto spesso si fraintende che tutta l’azione, da più parti dispiegata, per cercare di arrestare questi traffici sia orientata non si sa da cosa, in realtà e perché questa situazione non è sostenibile”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi rispondendo alle domande dei cronisti sulle notizie che arrivano da Lampedusa e in particolare sulla morte di un neonato di 20 giorni. Il ministro questa mattina era in visita nella Corte d’Appello di Roma per un incontro con il presidente Giuseppe Meliadò. “Ieri c’è stato un quasi naufragio con il recupero di una trentina di persone, poi la notizia della morte del neonato, la scorsa settimana c’è stata un’altra persona morta per ipotermia: per noi non ha senso tutto questo.

Piantedosi: Fermare i traffici vuol dire abbattere il numero dei morti

Vogliamo evitare le morti in mare. E le statistiche lo dicono: fermare i traffici vuol dire abbattere anche la statistica delle morti in mare. Noi leggiamo questi eventi drammatici, tragici, come una motivazione ulteriore per fare di tutto”, ha sottolineato il ministro che ha annunciato un incontro a breve con il sindaco di Lampedusa. E poi, ha spiegato Piantedosi, “concretizzeremo l’azione che stiamo pianificando come governo di proporre un piano per il Nord Africa. E soprattutto di intensificare i rapporti con quei Paesi per collaborare con loro per arrestare questi traffici, sostenendoli nel loro sviluppo economico”.

Il sindaco di Lampedusa si appella a Meloni e al Viminale

“Ieri ho inviato una richiesta di incontro urgente al premier Meloni e al ministro dell’Interno Piantedosi. Ho chiesto loro di vederci a Lampedusa o a Roma per discutere della gestione del fenomeno migratorio e dell’impatto sulla mia comunità”. A dirlo all’Adnkronos è il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, dopo l’ennesima notte insonne. Sul molo Favaloro gli uomini della Capitaneria di porto hanno sbarcato il corpo senza vita di un neonato. Appena 20 giorni, morto durante la traversata del Mediterraneo insieme alla mamma per ipotermia. “La madre ha detto che sin dalla nascita soffriva di problemi respiratori, era venuta in Italia per farlo curare”, dice il sindaco, il cui telefono non smette di squillare. “A ogni ora del giorno e della notte ricevo chiamate dalle forze dell’ordine che mi comunicano l’arrivo di cadaveri – ammette -.

Il sindaco: non ce la facciamo da soli, serve un commissario

Sono numeri da bollettino di guerra e davvero sta diventando pesante lavorare cosi. Mi auguro che ci sia un’attenzione, un gesto di solidarietà verso questo territorio”. Nella lettera inviata al presidente del Consiglio dei ministri e al capo del Viminale il primo cittadino ha sottolineato una serie di emergenze con cui si trova a fare i conti. Questioni legate ai flussi migratori e agli sbarchi che su questo piccolo scoglio in mezzo al Mediterraneo sono quotidiani. “Dal problema delle salme e della loro sistemazione nella camera mortuaria a quello delle barche accatastate al molo e che con il maltempo, come è accaduto tre notti fa, creano un danno ambientale incalcolabile oltre ad aver distrutto il molo”. Problemi che, ribadisce Mannino, “non possiamo continuare a gestire da soli. Serve una struttura commissariale che se ne occupi”.