“Piazza Risorgimento simbolo del flop ‘green’ di Gualtieri: alberi secchi e temperatura a 60 gradi”: la denuncia di Giannini (Lega)
Roma, la riqualificazione di Piazza Risorgimento, presentata dalla Giunta Gualtieri come un intervento capace di rendere uno dei luoghi simbolo della capitale più verde, vivibile e fresco durante l’estate, sarebbe diventata invece, secondo la nuova denuncia social di Daniele Giannini (Lega), un concentrato di alberi secchi, caldo soffocante e arredi roventi. Una fotografia impietosa di quella che l’esponente della Lega definisce, senza mezzi termini, un’operazione completamente fallita.
Dal verde promesso all’“isola di calore”
Il contrasto con le promesse iniziali è il cuore della polemica. Il progetto ufficiale puntava esplicitamente sull’incremento della vegetazione e su una maggiore vivibilità della piazza nei mesi più caldi, mentre alla riapertura il Campidoglio aveva sottolineato che la depavimentazione avrebbe contribuito ad abbattere le temperature estive. L’intervento, finanziato con 14 milioni di euro di fondi giubilari, era stato inaugurato nel dicembre 2024.
Oggi, però, Giannini racconta tutt’altra realtà. Nel nuovo video pubblicato sui suoi profili social mostra gli alberi che risultano ormai secchi e punta il termometro sulle superfici della piazza, denunciando temperature che sfiorerebbero i 60 gradi. Altro che mitigazione climatica: per l’esponente leghista Piazza Risorgimento sarebbe diventata una vera e propria “isola di calore”, oltre che, parole sue, un’“isola di squallore”.
Gli Arbre Magique appesi agli alberi secchi
La protesta assume anche i toni della provocazione. Giannini ha infatti scelto di appendere simbolicamente agli alberi secchi degli Arbre Magique, i celebri alberelli profumati diventati popolari nelle automobili a partire dagli anni Ottanta. Un gesto ironico utilizzato per sintetizzare la sua accusa: il “green” promesso sarebbe rimasto soltanto sulla carta, mentre nella piazza reale il verde avrebbe lasciato spazio a piante sofferenti e vegetazione inaridita.
Nel mirino finiscono anche le sedute nere installate nella piazza. Esposte direttamente al sole, secondo la denuncia di Giannini diventerebbero praticamente inutilizzabili nelle ore più calde, raggiungendo temperature che l’esponente della Lega paragona provocatoriamente a quelle del deserto del Sahara. Il risultato, nella sua lettura, è uno spazio riqualificato formalmente ma incapace di offrire realmente ombra e refrigerio.
L’ultima video-denuncia sul verde di Roma
Quella di Piazza Risorgimento è soltanto l’ultima tappa di una lunga campagna social portata avanti da Giannini sui problemi del verde pubblico romano. Nei suoi video l’esponente leghista è intervenuto ripetutamente sul taglio e sulla manutenzione degli alberi, sulle nuove piantumazioni, sulle ciclabili e più in generale sulle trasformazioni urbane della Capitale, utilizzando sopralluoghi e immagini dal territorio come strumento di denuncia politica.
E proprio Piazza Risorgimento diventa adesso il simbolo perfetto della sua offensiva contro l’amministrazione Gualtieri: un luogo che avrebbe dovuto rappresentare la nuova Roma del Giubileo, più verde e accogliente, e che invece, secondo Giannini, sotto il sole dell’estate romana mostra tutte le contraddizioni di una riqualificazione che rischia di essere ricordata soprattutto per gli alberi secchi e per un termometro arrivato quasi a quota 60 gradi.