Pini di Roma, Gualtieri nel 2021 promise di salvarli: ora a Ostia motoseghe per altri 36 alberi, i cittadini preparano le carte legali
L’associazione CURAA-– Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti denuncia la progressiva scomparsa dei pini di Roma e Ostia e punta direttamente il dito contro il sindaco Roberto Gualtieri e la sua Giunta: secondo l’associazione, agli annunci e agli impegni assunti nel 2021 non sarebbero seguiti risultati sufficienti a fermare la moria provocata dalla cocciniglia tartaruga. Questo, in sostanza, è quanto riporta una nota stampa giunta in Redazione.
L’affondo della presidente Jacopa Stinchelli
«Ci risiamo: alla vigilia delle elezioni la politica torna a ricordarsi delle nostre pinete, ormai ridotte a cimiteri di alberi morti». A lanciare l’accusa è Jacopa Stinchelli, presidente di CURAA. L’associazione contesta quella che definisce una lunga “vigile attesa” delle istituzioni e chiede di accertare eventuali omissioni e responsabilità nella gestione dell’emergenza.
Le promesse di Gualtieri nel 2021
Durante la campagna elettorale del 2021, Gualtieri accusò l’amministrazione precedente di inerzia e promise una task force, monitoraggi e un «piano emergenziale» di cure endoterapiche per fermare quella che definì una “strage annunciata”. CURAA richiama inoltre un impegno economico da 7 milioni di euro per la cura dei pini di Roma e Ostia e sostiene che, a suo giudizio, i risultati annunciati non siano arrivati.
A Ostia 36 pini destinati all’abbattimento
Intanto, un avviso ufficiale del Municipio Roma X ha programmato per settembre 2026 l’abbattimento urgente di 36 pini domestici: sette in via Alberto Franchetti, sette in via di Castel Fusano e ventidue nel Parco X Giugno. Roma Capitale motiva l’intervento parlando di alberature prive di attività vegetativa a causa di un attacco conclamato di Toumeyella parvicornis. Sono pini, dunque, ormai considerati non recuperabili dall’Amministrazione.
Le cure previste dalla normativa
Il decreto ministeriale del 3 giugno 2021 aveva già individuato gli strumenti per contrastare la cocciniglia tartaruga: monitoraggi, rimozione delle parti infestate, trattamenti insetticidi autorizzati e interventi per rafforzare la salute degli alberi. L’abbattimento e la distruzione sono previsti per gli esemplari irrimediabilmente compromessi e non curabili. È proprio su questo passaggio che CURAA domanda controlli fitosanitari trasparenti, diagnosi puntuali e documenti consultabili prima di ogni taglio.
«Il clima non può diventare un alibi»
«Il clima – spiega l’associazione – può aumentare la vulnerabilità degli alberi, ma non può diventare un alibi per l’assenza di prevenzione, monitoraggio e cura», afferma Stinchelli. Per l’associazione occorre distinguere gli alberi realmente pericolosi da quelli sani o ancora curabili, mettendo in sicurezza i primi e intervenendo tempestivamente sui secondi.

CURAA annuncia iniziative legali
L’associazione annuncia che intraprenderà tutte le iniziative legali consentite per verificare eventuali omissioni e responsabilità nella gestione dei pini e delle pinete. Chiama in causa anche le organizzazioni ambientaliste presenti ai tavoli istituzionali, tra cui Legambiente e WWF, chiedendo loro di intervenire contro quelli che CURAA definisce «abbattimenti indiscriminati» e di sollecitare l’applicazione delle misure fitosanitarie.
Il confronto, adesso, non può più fermarsi agli annunci. Nel 2021 Gualtieri promise di fermare la “strage” dei pini; nel 2026 il Municipio X programma l’abbattimento di 36 esemplari ormai morti. CURAA chiede al Campidoglio di mostrare diagnosi, cure e risultati: perché prima dell’arrivo delle motoseghe Roma deve poter sapere se, per ogni albero perduto, sia stato realmente fatto tutto il possibile.