Pini di Roma, trasparenza di nuovo ‘off-line’, a marzo abbattimenti zona-Vaticano: l’allarme dei cittadini ignorato

Foto di fantasia generata con AI

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Roma, dal 2 al 20 marzo 2026, per 19 giorni consecutivi, sono programmati lavori di potatura e/o abbattimento alberi in via della Stazione Vaticana, nel tratto dall’intersezione con via di Porta Cavalleggeri. Il via libera è stato concesso il 27 febbraio dal Comune di Roma (inseriamo il documento alla fine di questo articolo, in formato scaricabile).

Un cantiere “sensibile” vicino San Pietro e Vaticano

È difficile considerare “ordinario” un intervento a ridosso del Vaticano: via della Stazione Vaticana è una delle strade-cerniera tra il quartiere e l’area di San Pietro. Attraversata ogni giorno da residenti, lavoratori e flussi turistici. Dettagli che, sommati al tema alberi, diventano immediatamente politici. Non si discute solo di manutenzione, ma di come Roma gestisce gli spazi pubblici più delicati e simbolici.

Trasparenza: i cittadini chiedono carte, non slogan

Il punto, però, non è solo “se” e “dove” si taglia. Da mesi-anni, comitati di zona e associazioni chiedono che il Campidoglio renda chiari e verificabili i criteri. Relazioni agronomiche, priorità, alternative, pianificazione delle sostituzioni. E denunciano che la trasparenza finisca spesso in una zona grigia. Comunicazioni frammentarie, atti difficili da ricostruire, numeri complessivi che non diventano mai davvero patrimonio pubblico.

Ironia della sorte, per tutta risposta alle richieste di chiarezza dei cittadini, sul sito internet del comune di Roma, sezione Dipartimento Tutela Ambientale, è scomparsa di nuovo (proprio oggi) la sottosezione Abbattimento alberi. Parliamo del ‘luogo digitale’ dentro cui il Comune di Roma, in ossequio al regolamento del Verde capitolino, dovrebbe tempestivamente inserire i documenti che permettono a cittadini e associazioni di capire per quale ragioni, tecnicamente parlando, un albero venga abbattuto. Di tutto questo sul sito internet del comune di Roma non c’è più traccia. In passato questa sottosezione era attiva. Poi è scomparsa. Poi è stata reinserita dal Campidoglio. Ed ora è di nuovo scomparsa.

L’ombra lunga della tramvia TVA e i 155 pini “vista Cupola”

Il nervosismo cresce perché questo intervento arriva mentre, poco più in là, resta aperta la partita dei pini tra Circonvallazione Aurelia, piazza Carpegna e via Gregorio VII. Qui i residenti parlano di 155 esemplari rimasti e temono che prove e verifiche possano essere il preludio a nuovi abbattimenti legati al cantiere della tranvia Termini–Vaticano–Aurelio (TVA). La disputa non riguarda solo gli alberi. È una contestazione politica sul “metodo”, sull’impatto reale dell’opera e sul bilanciamento tra mobilità, qualità urbana e costi sociali nel quadrante Aurelio.

Verde urbano e fiducia istituzionale: la frattura si allarga

Nel racconto dei comitati, il tema non è “ambientalismo di maniera”. Ma governo della città. Alberi come infrastruttura climatica, ombra e vivibilità in un quadrante densamente costruito. E, insieme, sicurezza e manutenzione: Roma convive da tempo con l’emergenza di alberi ammalorati e cadute improvvise, che impongono controlli seri e tempestivi. Proprio per questo, la richiesta è semplice e politicamente esigente: decisioni comprensibili, motivate, tracciabili. Senza quel livello di chiarezza, ogni taglio — anche necessario — rischia di diventare un caso.

Procura di Roma: l’inchiesta che pesa

A rendere tutto più teso c’è un elemento che, “a mezzo stampa”, torna periodicamente. L’attenzione della Procura di Roma sulla gestione del verde, tra filoni che chiamano in causa manutenzione, appalti e responsabilità a valle di abbattimenti e crolli. In questo clima, la percezione pubblica cambia. Ciò che un tempo veniva letto come intervento tecnico oggi viene filtrato anche attraverso il tema della vigilanza giudiziaria e della responsabilità politica. È in questa cornice che i 19 giorni di marzo in via della Stazione Vaticana diventano l’ennesima prova di credibilità per il Campidoglio: non basta intervenire, bisogna spiegare bene perché, come e con quali garanzie. Carte alla mano. Senza infingimenti tecnici e politici.