Pini tagliati ai Fori e a Castel Fusano, Roma firma il patto con gli Agronomi basato sulla ‘riservatezza’: ma i cittadini chiedono trasparenza

Sullo sfondo, una foto generata con AI, in primo piano il sindaco Gualtieri e l'assessore all'Ambiente Sabrina Alfonsi

Contenuti dell'articolo

Roma, mentre il dibattito pubblico si infiamma sugli abbattimenti o potature ‘feroci’ anche in aree simboliche della città, come ai Fori Imperiali o nella Pineta di Castel Fusano, la Giunta Gualtieri ha messo nero su bianco un patto politico-amministrativo che merita attenzione: l’approvazione du un Protocollo d’Intesa sul verde con tre Ordini degli Agronomi che prevede 12 mesi di durata.

Chi firma con il Campidoglio e che cosa viene messo sul tavolo

Il pacchetto coinvolge tre realtà professionali: l’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Roma, il Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di Roma, Rieti e Viterbo e il Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari laureati (con riferimento anche alla componente territoriale). La delibera di Giunta (all’unanimità) autorizza la sottoscrizione da parte dell’assessorato all’Ambiente, guidato da Sabrina Alfonsi, e indica un canale strutturato di collaborazione tra amministrazione capitolina e corpi professionali.

Che cosa prevede davvero: collaborazione, iniziative e “tavoli”

Il cuore del protocollo è politico, prima che tecnico. Creare un canale stabile tra amministrazione e competenze agronomiche per iniziative su gestione e cultura del verde urbano. Tradotto: attività di studio degli alberi di Roma, ma anche ricerca, workshop e convegni, incontri informativi, percorsi formativi e aggiornamento.

La durata: 12 mesi, rinnovabili. E la clausola che fa discutere

Un punto chiave, anche sul piano comunicativo, è la durata: il protocollo vale 12 mesi dalla firma ed è rinnovabile. Dentro l’accordo (articolo 6), però, compare una ‘clausola di riservatezza’. In sintesi, le parti si impegnano a trattare come confidenziali alcune informazioni scambiate durante la collaborazione, con eccezioni legate a obblighi di legge o anche a informazioni già pubbliche. È una formula che spesso ricorre nei protocolli istituzionali, ma inevitabilmente sensibile quando il tema è “cosa viene pubblicato e quando”, soprattutto se si parla di alberature e interventi contestati nel cuore della città dell’archeologia del verde.

Clausula di riservatezza, articolo 6

L’ossimoro politico: trasparenza richiesta, area grigia prevista

Qui sta la frizione che alimenta la discussione: da più parti, comitati, cittadini e opposizioni chiedono trasparenza assoluta e piena sugli atti agronomici che portano a potature drastiche o abbattimenti. Non solo quanto queste attività coinvolgono pini e aree di fortissimo valore simbolico, nel cuore della città eterna o di aree verdi di pregio assoluto, ma anche in periferia.
In questo contesto, l’idea di un protocollo che introduce una sfera di confidenzialità — pur con limiti e salvaguardie — rischia di essere letta come un passo “laterale” rispetto alla richiesta principale: documenti agronomici accessibili sul sito internet del Comune di Roma (Sezione Dipartimento Tutela Ambientale, sotto sezione abbattimento alberi), comprensibili e tempestivi.
Politicamente, la domanda diventa inevitabile: se l’obiettivo è costruire fiducia, perché prevedere anche solo una zona d’ombra potenziale nella gestione delle informazioni?

Sullo sfondo: perizie online, proteste e il fattore Procura

La discussione non nasce nel vuoto. Negli ultimi mesi, i cittadini hanno descritto un copione ricorrente: tagli di alberi annunciati, ma relazioni tecniche impossibili da reperire. tanto per essere ancora più chiari, quest’oggi sulla apposita sezione internet del Comune di Roma, sezione Dipartimento Tutela Ambientale, sottosezione Abbattimento Alberi, c’è un solo documento dedicato all’abbattimento degli alberi. Una sola goccia nel ‘mare magnum’ degli abbattimenti capitolini delle ultime due settimane, in apparente violazione del regolamento del Verde Urbano di Roma Capitale . E il punto che torna nelle contestazioni: la percezione che la trasparenza sia discontinua e che, spesso, la parte decisiva resti “nei palazzi del potere” più che sul web, come prescritto dalle leggi nazionali e dallo stesso regolamento del Verde di Roma.

Sito internet di Roma, sezione Dipartimento Tutela Ambientale, sotto sezione Abbattimento Alberi

A questo si aggiunge un clima di crescente sensibilità istituzionale. Con attenzione investigativa e verifiche che rendono ancora più centrale la pubblicazione ordinata e completa delle carte, come quelle dell’associazione CURAA.

A tutto questo, certo, si aggiunge anche l’inchiesta in corso della Procura di Roma proprio sui tanti tagli che hanno colpito negli ultimi anni la Capitale e su molte ripiantumazioni.
Insomma, in una fase in cui la gestione del verde è diventata terreno di scontro anche politico, la disponibilità tempestiva degli atti non è un dettaglio: è uno snodo di legittimazione pubblica e, al tempo stesso, una forma di tutela dell’amministrazione.
Quindi per quale ragione prevedere, ancora, zone d’ombre nel rapporto con gli Agronomi in un settore che attende solo assoluta e tempestiva trasparenza?