Pink Floyd Legend a Roma: luci, laser e scaletta “a sorpresa” all’Auditorium il 24 febbraio
Roma si prepara ad accogliere, il 24 febbraio all’Auditorium Conciliazione, lo show dei Pink Floyd Legend, formazione romana tra le più riconoscibili del circuito dei tributi floydiani. L’appuntamento si presenta come un concerto di lunga durata, costruito per attraversare stagioni diverse della band britannica e per restituire al pubblico non soltanto le canzoni, ma anche una parte dell’immaginario visivo che ha reso i Pink Floyd un fenomeno culturale oltre la dimensione musicale.
Il precedente del Piper Club: quando la capitale scoprì il rock psichedelico
Il legame tra Roma e i Pink Floyd ha radici storiche. Nella primavera del 1968, una locandina del Piper Club in via Tagliamento li annunciava al pubblico italiano con un richiamo esplicito a “luci e suoni psichedelici”. All’epoca il gruppo, per molti spettatori, era ancora un nome circolante tra curiosità e passaparola. Di quei quattro live in due giorni restano materiali frammentari: alcune foto, poche riprese e tracce video recuperate dalla Bbc, sufficienti però a fissare l’idea di una città già pronta a intercettare linguaggi nuovi.
I Pink Floyd senza Syd Barrett e la nascita di una “pagina romana”
Quella stagione vedeva i Pink Floyd già senza Syd Barrett, con la formazione che avrebbe segnato il loro percorso: David Gilmour, Roger Waters, Nick Mason e Rick Wright. Un passaggio spesso letto come cambio di fase e di visione, con implicazioni che hanno attraversato anche il racconto pubblico della band: dalla psichedelia al progetto più ampio, fino alla dimensione di “architettura” del concerto. È su quella memoria—musicale e simbolica—che oggi si innesta l’operazione dei Pink Floyd Legend, attenta a restituire continuità tra epoche diverse.
Pink Floyd Legend: Roma 2005, una band e una filologia del live
Nati a Roma nel 2005, i Pink Floyd Legend hanno costruito nel tempo un profilo riconoscibile: attenzione alla resa dei brani, ma anche alla struttura dello spettacolo. Sul palco si presentano Fabio Castaldi (voce e basso), Alessandro Errichetti (voce e chitarre), Simone Temporali (voce e tastiere), Paul Enjoy (chitarre, basso e voce) ed Emanuele Esposito (batteria). L’obiettivo dichiarato, nei loro concerti, è ricreare un contesto coerente con l’idea floydiana di performance come racconto unitario.
Proiezioni, luci e laser: la scenografia come parte del linguaggio
Nel formato proposto all’Auditorium Conciliazione, lo spettacolo affianca alla componente musicale un impianto visivo basato su proiezioni, luci e laser. Non si tratta di elementi decorativi, ma di un tentativo di riprodurre, in chiave contemporanea, la grammatica scenica che i Pink Floyd hanno reso centrale: immagini, ritmo, atmosfera, riconoscibilità iconografica. In una città dove la produzione culturale convive con spazi istituzionali e turismo, la scelta di un venue come l’Auditorium Conciliazione aggiunge un dettaglio di contesto e di cornice.
Le produzioni “evento”: Atom Heart Mother, Animals, The Wall
Il percorso dei Pink Floyd Legend include produzioni che hanno segnato la loro identità live. Tra queste, “Atom Heart Mother” realizzata con coro e orchestra, il “The Dark Side of the Moon – 50th Anniversary Tour”, e “Animals” con la Battersea Power Station riprodotta in mapping 3D. Nel repertorio-spettacolo rientra anche “The Wall”, con la costruzione in scena del muro come dispositivo narrativo. Titoli diversi, ma un filo comune: l’idea che il concerto sia una forma di teatro musicale, con una regia percepibile anche da chi non cerca il dettaglio tecnico.
Pink Floyd Legend Day: due ore tra hit, rarità e apertura ai giovani performer
La serata del 24 febbraio è annunciata come Pink Floyd Legend Day: oltre due ore di musica con una scaletta inedita che attraversa l’intera produzione dei Pink Floyd, dai brani più popolari fino alle pagine meno frequentate, includendo riferimenti all’epoca di Barrett. L’evento prevede anche la partecipazione di una rappresentanza dei giovani performer della scuola “Musical Weekend”, preparati dai professionisti di Pianeta Cipriani: un inserimento che amplia il perimetro del concerto e lo colloca, almeno in parte, dentro un’idea di formazione e passaggio generazionale.