Pochissimi i vaccinati tra gli ucraini: pericolosa l’esenzione del green pass ai profughi, si rischia il contagio

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Prosegue la polemica sul fatto che i profughi ucraini siano esenti dal green pass, al quale invece sono soggetti tutti gli taliani. “I profughi ucraini siano i benvenuti. Ci vuole massima accoglienza perché, mentre gli uomini rimangono a combattere, anziani, donne e bambini sono i veri rifugiati, non gli immigrati economici che il ministro Lamorgese sta facendo entrare dalla Sicilia”. Lo ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, aggiungendo che “il governo Draghi si copre di ridicolo con l’esenzione del super green pass a chi viene da fuori e potenzialmente può trasmettere il Covid, continuando invece l’obbligo a chi ha già due dosi o comunque è guarito, una questione che raggruppa più di 10 milioni di italiani. Il governo annulli il super green pass, è un provvedimento ridicolo con l’esenzione ai profughi”.

Tra gli ucraini vaccinati circa il 35 per cento

La copertura vaccinale per il Covid-19 in Ucraina “si aggira intorno al 35% della popolazione, rappresentando una fra le più basse in Europa”. Per questo, nell’ambito della presa in carico sanitaria dei profughi, il ministero della Salute invita a “offrire la vaccinazione, in accordo con le indicazioni del Piano nazionale di vaccinazione a tutti soggetti a partire dai 5 anni di età che dichiarano di non essere vaccinati o non sono in possesso di documentazione attestante la vaccinazione, comprensiva della dose di richiamo (booster) per i soggetti a partire dai 12 anni di età”. E’ una delle raccomandazioni contenute nella circolare con cui il dicastero fornisce alle Asl le “prime indicazioni” in relazione “alla crisi in corso in Ucraina e in previsione dei conseguenti fenomeni migratori verso il nostro Paese”.

Motivi religiosi alla base della diffidenza verso il vaccino

“L’Ucraina è una delle aree con il più basso tasso di vaccinazione in Europa, ci sono una serie di motivi, primo tra tutti è quello religioso. Gli ortodossi, lo sappiamo, sono molti cauti verso la vaccinazione. Abbiamo vissuto queste difficoltà anche le Lazio, non solo con gli ortodossi, anche con i Sikh. La differenza l’ha fatta il coinvolgimento delle autorità religiose. Mi appello a loro in questo momento. Il loro aiuto è fondamentale”. Lo afferma l’assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Sul fatto che il numero sempre maggiore di profughi ucraini possa mettere sotto pressione il sistema sanitario regionale, “non voglio essere allarmista. Ma è giunto il momento di organizzarsi. E non solo noi nel Lazio, serve un coordinamento strutturato a livello nazionale ed Europeo”.