Polizia, arrivano le telecamere indossabili: magistratura e sindacati erano contrari…

bodycam polizia

“Con la circolare firmata dal capo della Polizia sono state messe a disposizione 949 telecamere indossabili: 700 per i 15 reparti mobili della Polizia di Stato e 249 per i battaglioni mobili dell’Arma dei carabinieri”. Così in una nota il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni. “I dispositivi in dotazione saranno fondamentali non solo per documentare gli eventi e gli accadimenti durante i servizi di ordine pubblico, ma anche per tutelare il personale operativo. Un risultato importante per le nostre forze di sicurezza che da tempo ne chiedevano l’utilizzo. Quali strumenti di trasparenza, di correttezza e di garanzia, rispetto ai codici alfanumerici sulle divise o sui caschi. Il prossimo passo sarà l’imminente dotazione del Taser. Aumentare la sicurezza degli operatori significa anche rafforzare quella dei nostri cittadini”, conclude il leghista.

Da tempo i poliziotti chiedevano le telecamere

“Finalmente il garante della Privacy ha sciolto la riserva e il Capo della Polizia ha emanato una circolare inviata a tutti i questori per rendere operative le telecamere in servizio di ordine pubblico proprio per conservare le immagini per sei mesi. Sia per questioni di giustizia e verità che per tutelare gli operatori delle forze dell’ordine. Sono soddisfatto, ho iniziato personalmente questa battaglia a Bologna nel 2013 insieme al Sap, dopo sentenze che avevano sconcertato non solo la comunità interna ma anche messo a dura prova il senso di giustizia e di fiducia nei confronti degli operatori delle forze dell’ordine, condannati e poi prosciolti per fatti surreali”. Così Gianni Tonelli, deputato della Lega e già segretario generale del sindacato di Polizia Sap, commenta le cosiddette bodycam in dotazione per le forze dell’ordine.

Senza le telecamere troppo spesso i poliziotti sotto processo

“E’ stata una battaglia di grande coraggio – ribadisce – fummo l’unico sindacato a intraprenderla perché tutti gli altri avevano il timore di una reazione negativa della comunità interna che non voleva sentirsi sotto controllo. Fu, al contrario, un successo perché la comunità interna era invece totalmente sconfortata, sottoposta a processo senza aver la possibilità di difendersi con prove inconfutabili, come è un filmato. La magistratura mostrò dissenso, a livello politico furono poche le forze che sostennero la nostra battaglia di verità e giustizia.

Basta menzogne sulle forze dell’ordine come ai tempi del G8

E anche i sindacati si erano espressi contro le telecamere. Uniche invece a poter dipanare questo alone di negatività che dai tempi del G8 ci portavamo dietro. I miei colleghi uscivano in strada in uno stato di soggezione, con serenità nulla. Servitori dello Stato che per poco rischiano la vita e per false denunce sottoposte a un processo di disumanizzazione. Sapevo ci sarebbe voluto del tempo ma oggi la soddisfazione è enorme: un tassello per la verità e la giustizia”.