Pomezia, Angellotto rilancia sull’ineleggibilità e chiama in causa la Napolitano
Riceviamo e pubblichiamo dall’ex sindaco e consigliere comunale di Pomezia Pietro Angellotto. “Lo scrivente Pietro Angellotto si è sempre battuto per il rispetto delle norme sulla trasparenza e legalità, ha dato supporto e condiviso la battaglia sulla ineleggibilità della signora Veronica Felici a Sindaco di Pomezia, che si sarebbe candidata senza essere stata collocata in aspettativa nei termini di legge.
Ha apprezzato l’iniziativa coraggiosa del signor Roviglioni Valtere, che ha sporto formale denuncia penale per il tramite dell’avvocato Francesco Falco e quella del signor Ruffini Paolo che rifacendosi alla legge sugli enti locali ha chiesto di dichiarare al consiglio comunale la decadenza della sindaca Felici e, preso atto della posizione della maggioranza dei consiglieri comunali, si è rivolto alla magistratura civile per fare emergere la verità. Lo scrivente si è battuto nella qualità di promotore per il no al Referendum per comune di Pomezia, Ardea e Nettuno.
Lo scrivente, che a gennaio ha compiuto 75 anni, che ha smesso di fare il consigliere comunale 30 anni fa e che si è sempre battuto per la trasparenza e la legalità, ha ricevuto ben 3 querele (intimidazioni?) solo per aver richiesto, tramite protocollo ai consiglieri comunali, di verificare la documentazione allegata alla propria richiesta del gennaio 2024.
La prima querela per diffamazione da parte della segretaria generale Gloria Ruvo è stata archiviata nonostante la sua opposizione. La seconda querela dal presidente del Consiglio comunale dottor Francesco Lamanna per diffamazione e minacce è stata archiviata nonostante la sua opposizione.
Il 27 di aprile ci sarà la prima udienza per la terza querela presentata dalla signora Felici per diffamazione e, in quella occasione, verranno chiamati a testimoniare tutti i “complici” di questa vicenda vergognosa.
Il 18 marzo 2026, nonostante non abbia ricevuto alcuna condanna, lo scrivente viene chiamato a una mediazione presso il tribunale di Velletri per una richiesta di 300.000 euro dal Comune di Pomezia. Il fatto è abnorme e incomprensibile, viene letto dallo scrivente come ulteriore ma più pesante intimidazione, ma vi è una anomalia: non viene citata la consigliera comunale Eleonora Napolitano, anch’Ella querelata dalla Felici. Mi domando se sia un errore voluto o una coincidenza? Cosa è successo? La consigliera Eleonora Napolitano, già candidata a Sindaco di Pomezia, segretario comunale e capogruppo del partito democratico, ha il mese scorso abbandonato il partito sbattendo la porta e lanciando accuse di autoreferenzialità all’attuale segretario Stefano Mengozzi.
Mi viene in mente che la stessa Napolitano ha fatto accesso agli atti nel giugno 2023, subito dopo il consiglio comunale per la convalida degli eletti, quindi anche della Felici, avvenuta senza la presenza dei documenti necessari, su cui la stessa aveva posto pregiudiziale. Poi, pur avendo ricevuto la documentazione che comprovava l’ineleggibilità della Sindaca Felici, quindi mi chiedo: perché non ha assunto le iniziative necessarie a ristabilire la verità, tenendo per sé tali informazioni? Solo grazie alla capacità di informazione del giovane giornalista Flavio De Paro la vicenda è stata portata alla luce e divulgata con un articolo su un giornale online.
Troppe coincidenze, credo che tutti i cittadini di Pomezia meritino di sapere la verità. Spieghi la consigliera Napolitano perché ha taciuto sul documento che poi è stato divulgato dalla stampa sulla aspettativa richiesta dalla Sindaca Felici, documento non protocollato e consegnata a mano, modalità contraria alla normativa; anche i bambini sanno che le istanze alla pubblica amministrazione vanno presentate al protocollo. Tutta la vicenda della ineleggibilità della signora Felici Veronica terminerà, per quanto mi riguarda, solo quando tutti gli aspetti penali e civili saranno accertati. Pietro Angellotto”.