Pomezia, case popolari Ater, ritardi nei lavori e degrado urbano: “Servono controlli costanti e quartieri più vivibili”

Ater Pomezia

I ponteggi ci sono, i lavori procedono, ma tra i residenti restano dubbi, preoccupazioni e la sensazione che la “partita” sia tutt’altro che chiusa. A Pomezia si riaccende il dibattito sui cantieri ATER, con particolare attenzione ai complessi di via Turati e piazzale delle Regioni, da mesi al centro delle segnalazioni degli abitanti. A tornare sul tema è l’Associazione Civica Popolare (ACP), che annuncia una nuova fase di attività sul territorio allo scopo di seguire passo dopo passo l’evoluzione degli interventi e mantenere alta l’attenzione sulle condizioni dei quartieri di edilizia residenziale pubblica.

“Non vogliamo soltanto verificare lo stato di avanzamento dei lavori, ma contribuire a costruire un percorso più ampio di riqualificazione urbana, capace di incidere concretamente sulla qualità della vita di chi vive nelle case popolari”, spiegano dall’Associazione.

Non solo cantieri: la sfida è migliorare i quartieri

La questione va ben oltre il semplice rifacimento degli edifici. La messa in sicurezza delle strutture rappresenta infatti soltanto il primo passo di un percorso che dovrebbe coinvolgere anche il decoro urbano, la manutenzione degli spazi comuni e una maggiore partecipazione dei residenti alla vita dei quartieri. Per questo motivo l’associazione punta ad avviare una serie di iniziative di sensibilizzazione rivolte direttamente agli abitanti, nella convinzione che molte criticità possano essere affrontate solo attraverso una collaborazione costante tra cittadini, enti gestori e istituzioni. “Vogliamo evitare che problematiche già emerse negli anni tornino a ripresentarsi una volta conclusi gli interventi”, precisano i portavoce dell’Associazione.

Le maggiori attenzioni continuano a concentrarsi sui comparti di via Turati e piazzale delle Regioni, dove gli abitanti seguono con apprensione l’evoluzione dei lavori. In particolare, a piazzale delle Regioni, alcune verifiche tecniche hanno evidenziato la necessità di intervenire sulle grandi fioriere in cemento presenti nell’area. Strutture che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbero subito negli anni un sovraccarico dovuto all’accumulo di terreno e vegetazione. Una situazione che ha comportato ulteriori valutazioni tecniche e che, secondo i residenti, rischia di incidere sui tempi complessivi del cantiere. Proprio per questo l’associazione chiede un monitoraggio continuo anche dopo la rimozione dei primi ponteggi, affinché non si verifichino nuovi rallentamenti.

L’appello ad ATER e Regione Lazio

“Non vogliamo uno scontro con le istituzioni, ma rappresentare uno strumento di controllo civico e collaborazione”, chiarisce l’Associazione Civica Popolare. Da qui il nuovo appello rivolto all’ATER della Provincia di Roma e alla Regione Lazio, affinché vengano garantite risorse adeguate e la stessa attenzione riservata ad altri interventi di edilizia pubblica del territorio. “La priorità è quella di evitare che i cantieri si trasformino nell’ennesima occasione mancata e assicurare ai residenti risposte concrete, tempi certi e quartieri finalmente più sicuri e decorosi”, specificano ancora dall’Associazione.

Dietro i numeri e le procedure amministrative ci sono centinaia di famiglie che attendono da anni interventi strutturali attesi da tempo. Per questo motivo il futuro dei cantieri ATER di Pomezia non riguarda soltanto gli edifici, ma il destino di interi quartieri. La sfida, oggi, non è semplicemente completare i lavori. È fare in modo che, una volta rimossi i ponteggi, resti qualcosa di più di una facciata rinnovata.