Pomezia, Coop Sedici Pini verso la chiusura e dipendenti a rischio: parte la raccolta firme

lavoratori coop

Dipendenti Coop, è incertezza totale sul loro futuro. Mentre le voci sui possibili acquirenti dei vari punti vendita in dismissione si rincorrono, la realtà è che non si hanno ancora risposte certe. A Pomezia, per quanto riguarda il supermercato all’interno del centro commerciale Sedici Pini, nei giorni scorsi qualcuno ha parlato di un passaggio già formalizzato al marchio Tigre, ma si tratta di una fake news. Nessun accordo ufficiale è ancora stato preso, né decisioni sono state comunicate dall’azienda ai sindacati e ai lavoratori.

Dipendenti in stato di allarme

A Roma e provincia sono 24 punti i vendita Coop, tra cui quello di Pomezia, che dovranno abbassare le serrande a causa delle decisioni unilaterali dell’azienda, che ha deciso di cedere i negozi. A cambiare marchio saranno anche quelli di Colleferro, Fonte Nuova, Torrenuova, oltre ai supermercati Superconti di Impruneta, Capena e Orte. In tutto sono coinvolti 520 lavoratori tra Lazio e Toscana, 60 solo a Pomezia. Tutti dipendenti con intorno ai 50 anni e più, una fascia d’età in cui ricollocarsi è davvero difficile e andare in pensione un’utopia.

I lavoratori, però, non si arrendono. Dopo oltre 20 anni passati nel punto vendita di Pomezia, tra clienti diventati non solo volti conosciuti, ma quasi amici, hanno deciso di non restare ad aspettare passivamente le decisioni di quella che dimostra essere una “coop” solo nel nome ma non nei fatti. “La Coop sei tu”, dice la pubblicità. Ma mai una pubblicità potrebbe essere più lontana dal vero, se non si preoccupa dei suoi dipendenti e, da un momento all’altro, chiude e vende i suoi negozi lasciando senza garanzie chi, per decenni, ha lavorato credendo nei valori dello statuto della cooperativa.

La raccolta firme in favore dei dipendenti Coop

Ed ecco allora che, oltre agli scioperi dei giorni scorsi, dove gli striscioni con le scritte “Non siamo esuberi, siamo famiglie” capeggiavano nei corridoi del centro commerciale, arrivano altre azioni, come la raccolta firme.

“Siamo clienti affezionati: questo negozio non è solo un luogo di spesa, ma un punto di riferimento per la nostra comunità, dove incontriamo sorrisi, fiducia e relazioni quotidiane. La possibile cessione del punto vendita di Pomezia – Sedici Pini ci preoccupa profondamente: rischia di interrompere rapporti umani consolidati, mettere a rischio posti di lavoro e impoverire la vita del quartiere. Chiediamo con il cuore: 1) mantenere il punto vendita così com’è. 2) aprire un dialogo trasparente con soci, dipendenti e clienti. Firmando, sosteniamo il lavoro, la comunità e un luogo che ci sta a cuore”, si legge su change.org. In poche ore sono già arrivate 788 firme. Ma non bastano, ne servono altre (si può firmare qui).

Cosa fa la politica locale

Nei prossimi giorni, il 15 gennaio, si terrà una riunione tra gli esponenti del PD locale e rappresentati PD a livello regionale, nazionale ed europeo, per capire se si può trovare una soluzione a questa situazione, garantendo i posti di lavoro.

Il 20 gennaio, invece, il sindaco di Pomezia Veronica Felici parteciperà a un incontro in Regione, come preannunciato durante lo sciopero del 18 dicembre. Il tavolo tecnico sarà finalizzato a capire se ci sono margini per una trattativa con l’azienda.