Pomezia, Eleonora Napolitano assolta dall’accusa di diffamazione: “Tentativo di colpire l’opposizione, la verità è emersa”

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Si conclude, almeno per la consigliera di opposizione Eleonora Napolitano, la vicenda che la vede in contrapposizione con la sindaca di Pomezia Veronica Felici riguardo la questione che trae origine nella presunta ineleggibilità. Da qui, a causa di un commento sui social, la denuncia per diffamazione nei confronti della Napolitano, oltre che di Paolo Ruffini e Pietro Angellotto. Per Ruffini e Angellotto la causa è stata rimandata a giugno.

Si è chiuso così, almeno per una parte degli imputati, uno dei casi politici più discussi degli ultimi mesi a Pomezia, dove il confronto tra maggioranza e opposizione è finito direttamente nelle aule di tribunale. Per Eleonora Napolitano, consigliera comunale di opposizione, è arrivata l’assoluzione con formula piena dall’accusa di diffamazione dopo la querela presentata dalla sindaca Veronica Felici. Una decisione che, oltre al piano giudiziario, inevitabilmente pesa anche su quello politico.

L’assoluzione: “Non ho mai commesso alcun reato”

A commentare la sentenza è stata la stessa Napolitano. “Sono stata assolta con formula piena dall’accusa di diffamazione a seguito della querela presentata dalla Sindaca di Pomezia. Gli atti processuali e la documentazione hanno dimostrato in modo inequivocabile ciò che ho sostenuto fin dall’inizio: non ho mai commesso alcun reato”. Una posizione che la consigliera ha sempre rivendicato, sostenendo che il procedimento fosse privo di reali basi giuridiche.

“Si è trattato di un procedimento privo di fondamento, che la Giustizia ha definitivamente chiarito”, ha aggiunto.

Il risvolto politico: “Un tentativo di silenziare una voce libera”

Ma il passaggio più pesante riguarda il piano politico. Secondo Eleonora Napolitano, dietro la vicenda giudiziaria ci sarebbe stato anche il tentativo di indebolire il ruolo dell’opposizione in Consiglio comunale. “Questa vicenda assume anche un significato politico evidente. È difficile non leggere in quanto accaduto un tentativo di colpire e silenziare una voce di opposizione libera e determinata”. Parole che riaccendono il confronto con l’amministrazione guidata da Veronica Felici e che rischiano di alimentare ancora di più il clima già teso dentro Palazzo Comunale. “Un tentativo che non solo non è riuscito, ma che rafforza ulteriormente il mio impegno”, ha sottolineato.

La consigliera ha poi voluto ringraziare pubblicamente i suoi difensori, gli avvocati Giorgio Di Micco e Giulia Micio, sottolineando non solo la preparazione professionale ma soprattutto il sostegno umano ricevuto durante il procedimento. “Per la competenza, certo, ma soprattutto per non avermi mai fatto sentire sola in questo. La professionalità si trova. La vicinanza umana è un’altra cosa. Un grazie sincero anche a tutte le persone che, senza se e senza ma, hanno continuato a credere nella mia correttezza e nella assurdità di questo procedimento”. E poi l’ultimo avvertimento. “Continuerò a fare il mio lavoro all’opposizione come ho sempre fatto: senza sconti, senza deviare, con gli occhi sul bene comune e nell’interesse dei cittadini”.