Pomezia, il Comune (e il sindaco) chiedono 300mila euro a Ruffini: “Una beffa”

Comune di Pomezia

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Paolo Ruffini.

“Cari cittadini, vorrei mettere a conoscenza tutti su quello che sta succedendo. Come molti di voi sapranno il sottoscritto Paolo Ruffini, cittadino ed elettore del comune di Pomezia, ha nel 2024, presentato al Presidente del Consiglio Comunale di Pomezia, ai sensi dell’articolo 69 del Testo Unico degli Enti Locali, una istanza per fare convocare il Consiglio Comunale (con i documenti necessari) per valutare ed eventualmente prendere atto che la Signora Veronica Felici “dipendente comunale” era ineleggibile alla carica di Sindaco di Pomezia.

Nel frattempo, un altro cittadino presentava denuncia alla Procura della Repubblica di Velletri nei confronti della Signora Veronica Felici per le stesse ragioni. Il Presidente del Consiglio Comunale, Dottor Lamanna, non dava seguito alla mia istanza e a gennaio del 2025 ho intrapreso un’azione popolare, causa civile art. 70 del Tuel, nei confronti della Signora Veronica Felici (per ottenere una sentenza di decadenza dall’incarico), ad aprile è iniziata la causa ed il 25 febbraio di quest’anno c’è stata l’ultima udienza, a giorni dovrebbe essere emessa la sentenza.

Ad aprile dello scorso anno ho subito una querela, non conosco lo scopo ma di certo si vedrà, dalla segretaria comunale di Pomezia (querela archiviata) e dalla signora Veronica Felici, querela che si discuterà a Velletri il 27 aprile prossimo.

Le stesse ragioni da me presentate sono state verificate e confermate dal dottor Travaglini, Pubblico Ministero del Tribunale di Velletri, tramite la denuncia di Roviglioni, che ha ravvisato una dichiarazione mendace e documentazione falsa della Signora Veronica Felici, ma ai sensi dell’articolo 131 bis del codice di procedura penale, pur riconoscendo il reato, per la tenuità della pena, inferiore ai 2 anni, ha chiesto l’archiviazione. La Signora Felici si è opposta all’archiviazione e a luglio di quest’anno si terrà il processo a suo carico.

Sto portando avanti questa battaglia da solo, le uniche persone che mi hanno appoggiato in questa ricerca della verità sono il comandante Pietro Angellotto e il signor Angelo D’Avino, nel silenzio generale.

Oggi la beffa, la Signora Felici ha fatto una querela come persona fisica nel 2025 e il 12 febbraio di quest’anno, la stessa, senza criterio di imparzialità, inizia una procedura di mediazione civile in nome del Comune di Pomezia nei confronti miei, di Angellotto e Davino, chiedendo 300.000 euro. L’udienza è prevista per il 18 marzo.

Anomalo che a una querela come privato cittadino segua una causa civile di un ente pubblico, ma ancora più anomalo è che non sia chiamata in causa la consigliera comunale del Partito Democratico che è stata querelata insieme a noi: perché? Qui c’è un tentativo maldestro di costruire un contenzioso con il Comune di Pomezia basato su elementi attualmente inesistenti.

Perché la Signora Veronica Felici nella qualità di Sindaco non ha iniziato simile iniziativa nei confronti dei due Consiglieri Comunali che hanno reso dichiarazione mendace all’atto dell’insediamento con autocertificazione erronea? Perché non lo ha fatto nei confronti di sé stessa avendo presentato autocertificazione erronea?

Questo è l’ennesimo tentativo di impedire, per il sottoscritto, creando una falsa incompatibilità, che diventi consigliere comunale, considerato che sono il primo dei non eletti nella lista di Fratelli d’Italia e per il futuro di candidarmi alla carica di consigliere comunale.

Adesso dico basta, sono stanco di subire, rispetterò la legge e mi presenterò alla mediazione obbligatoria, non accetterò la proposta di mediazione ma subito dopo darò mandato al mio avvocato di presentare un esposto dettagliato alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti su tutta la vicenda. Concludo con un suggerimento ai consiglieri comunali, svegliatevi e svolgete il vostro ruolo con dignità ed onore”, conclude la nota di Paolo Ruffini.