Pomezia, la maggioranza implode: “fuga” dall’aula dopo 2 ko, si apre la crisi politica

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A Pomezia la maggioranza non c’è più. E questa volta a certificarlo non sono le polemiche dell’opposizione, ma i numeri usciti dall’aula del Consiglio comunale. La giunta guidata dalla sindaca Veronica Felici è andata sotto per due votazioni consecutive, perdendo il controllo dell’assemblea in quello che, a tutti gli effetti, rappresenta il passaggio politico più delicato dall’inizio della legislatura.

14 consiglieri hanno votato contro la linea della maggioranza, mentre soltanto 11 hanno sostenuto il sindaco. Un risultato che ha portato al ritiro dei punti ancora all’ordine del giorno e alla chiusura anticipata della seduta.

Cinque consiglieri della maggioranza votano contro la sindaca

A rendere ancora più pesante la sconfitta è il fatto che a bocciare la maggioranza siano stati anche alcuni suoi stessi esponenti. Fabrizio Salvitti, Giuseppe De Luca, Sandro Paloni, Maria Russo e Cinzia Marinelli hanno votato contro la linea dell’amministrazione, facendo venir meno quella compattezza che, nonostante tensioni e malumori, aveva consentito finora alla sindaca Veronica Felici di governare.

In Aula sono state approvate le pregiudiziali presentate dal consigliere del Movimento 5 Stelle Mercanti e dal capogruppo del Partito Democratico Mangano, che hanno chiesto il ritiro dei due provvedimenti ancora da discutere. La maggioranza, nuovamente battuta, ha dovuto fermare il Consiglio.

PD: “È il sipario sulla giunta Felici”

Durissimo il commento del Partito Democratico. Per Stefano Mengozzi, quanto accaduto rappresenta la fine politica dell’attuale amministrazione.

«Oggi, in Consiglio comunale a Pomezia, è calato il sipario sulla giunta guidata da Veronica Felici. In quattro votazioni consecutive la maggioranza si è dimostrata ormai inesistente. Siamo all’epilogo di una delle peggiori esperienze amministrative che Pomezia ricordi: un’amministrazione incapace di dare attuazione ai propri punti programmatici, priva di una visione e di una guida politica, che lascia una città sempre più abbandonata al degrado e ai problemi irrisolti». Secondo il dirigente dem, continuare con questa maggioranza significherebbe soltanto «prolungare un’agonia politica», chiedendo quindi di «restituire la parola ai cittadini».

Il Movimento 5 Stelle: “La sindaca fugge dall’Aula”

Ancora più duro il Movimento 5 Stelle, che parla apertamente di maggioranza ormai dissolta. «Maggioranza finita. Sindaca in fuga. Battuti in aula per ben due volte durante le votazioni, sono stati costretti a ritirare tutti i punti proposti. La sindaca preferisce abbandonare l’aula piuttosto che assumersi le proprie responsabilità, lasciando la sua maggioranza in macerie. I numeri non ci sono più e nemmeno la dignità politica. Ne prenda atto: è ora di rassegnare le dimissioni».

Frattura interna al centrodestra

Al di là dello scontro con le opposizioni, il problema maggiore è quello interno alla coalizione. Da settimane, infatti, all’interno della maggioranza si registrano tensioni sempre più evidenti. I malumori di una parte dei consiglieri riguarderebbero il metodo con cui vengono assunte le decisioni politiche e il peso crescente attribuito a qualche consigliere. E, in particolare, al capogruppo del Gruppo Misto Omero Schiumarini, indicato da alcuni esponenti della maggioranza come il vero regista politico dell’amministrazione.

La seduta di oggi segna probabilmente uno spartiacque. Per la prima volta dall’elezione della sindaca Veronica Felici, la maggioranza ha mostrato apertamente di non essere più autosufficiente in Aula. Ora il futuro dell’amministrazione dipenderà dalla capacità di ricucire la frattura con i consiglieri ribelli oppure di costruire nuovi equilibri politici.

In caso contrario, lo scenario evocato dalle opposizioni potrebbe rapidamente trasformarsi in una vera crisi di governo cittadino, con il rischio concreto che il mandato amministrativo entri nella sua fase più difficile poco meno di due anni dalle elezioni amministrative del 2028.