Pomezia, Leonardo De Andreis: 30 milioni di visualizzazioni in una settimana. “Soltero” è il caso musicale dell’anno

Leonardo De Andreis

Leonardo De Andreis, oltre 30 milioni di visualizzazioni in una settimana per “Soltero”. È il dato che racconta meglio di ogni altro quanto, oggi, la musica possa cambiare passo all’improvviso. Una manciata di giorni, tra Natale e Capodanno, e una canzone che sembrava destinata a restare sommersa nel flusso infinito dei social diventa il primo tormentone del 2026. Senza spinte artificiali, senza operazioni costruite a tavolino. Solo un ritornello che entra in testa e non esce più.

«Mia personale opinione / le relazioni non son nulla di vero». Basta questo verso per capire perché “Soltero” abbia acceso TikTok, conquistato Spotify e attirato l’attenzione di centinaia di migliaia di persone. Dietro c’è una storia vera. Che ricorda quella di molti e, per questo, che piace.

Chi è Leonardo De Andreis

Leonardo De Andreis, classe 2000, è cresciuto e vive a Pomezia. Nato a Roma, si muove su una sedia a rotelle a causa di una disabilità motoria che convive con lui dall’infanzia. La musica, per Leonardo, non è mai stata un passatempo: è sempre stata uno spazio di libertà. Un modo per togliere peso al corpo e darlo alle parole. Fino a pochi giorni fa il suo nome diceva poco o nulla. Poi “Soltero” ha iniziato a correre. Prima qualche migliaio di visualizzazioni, poi decine di migliaia, quindi milioni. Oltre 30 milioni di views in una settimana su TikTok, numeri che ribaltano qualsiasi prospettiva. Da perfetto sconosciuto a caso nazionale. Tanto che anche Alfa, il cantautore e rapper genovese, ha voluto interpretare il brano, omaggiando il giovane pometino.

Il palco dell’Ariston non è una novità

Leonardo, però, non è proprio completamente uno sconosciuto. Nel 2018 aveva già calcato il palco dell’Ariston, classificandosi terzo a Sanremo Young, il talent condotto da Antonella Clerici. Un’esperienza che ricorda ancora oggi con gratitudine: «Mi fece sentire a casa, protetto, ascoltato». E adesso il suo sogno è quello di tornarci, a Sanremo, come ospite. E di essere invitato da Carlo Conti per prendere un caffè. La musica, in famiglia, non è mai mancata. Lucio Battisti in casa con il padre, Claudio Baglioni con la madre. Poi la folgorazione adolescenziale: Michael Jackson. Da lì lo studio, il soul, il funk, il jazzAretha FranklinJames BrownStevie WonderWhitney Houston. A Pomezia l’incontro decisivo con il maestro Alessandro, poi l’arrivo del produttore Francesco Comunale, uno dei primi a credere davvero nelle sue canzoni.

Leonardo non si sbilancia, ma non nasconde il sogno: «Mi piacerebbe andarci, a Sanremo. Cantare “Soltero” su quel palco sarebbe incredibile». Tiene però i piedi ben piantati a terra. Sa che la viralità può svanire così come arriva. «Se finisse domani farebbe male. Ma questa è la mia vita. Io continuo». Intanto dimostra di conoscere Sanremo come pochi. Vincitori, edizioni, canzoni: le snocciola senza esitazioni. Come se quel palco, in fondo, non fosse poi così lontano.

“Soltero”: il brano che dice quello che molti pensano

“Soltero”, pubblicata nel 2024, era rimasta a lungo una canzone come tante. Ricaricata, riproposta, senza scosse. Poi qualcosa si è allineato. Un repost su TikTok, una serie di condivisioni spontanee, e il brano ha iniziato a viaggiare da solo. Il motivo è semplice: il messaggio“Soltero” – in spagnolo, single – non è una canzone contro l’amore. È un inno all’indipendenza emotiva, alla libertà dalle relazioni tossiche, sentimentali e non solo. Un testo diretto, asciutto, senza vittimismo. Rabbia trasformata in leggerezza. E una melodia che fa il resto. «È nata in un periodo complicato – racconta Leonardo – come un grido di ribellione. Ma senza piangersi addosso».

Oggi “Soltero” è prima da dieci giorni nella Viral 50 Italia di Spotify. I follower sono esplosi: da poche centinaia a 40 mila su Instagram, oltre 100 mila su TikTok. Il brano è stato condiviso e cantato da AlfaSarah ToscanoTeduaSamurai JaySayf. Alfa l’ha definita senza mezzi termini: «la prima hit del 2026». E l’anno è ancora lungo per Leonardo.