Pomezia, trovato morto il 37enne sfregiato con l’acido dalla fidanzata: è mistero sulle cause

ospedale dei Castelli

Contenuti dell'articolo

Era stato sfregiato con l’acido dalla fidanzata, in seguito a una lite. E ora lui, a distanza di tre settimane, è stato trovato morto nella sua abitazione, a Roma, dove era tornato dopo la furiosa discussione con la 29enne con cui conviveva a Pomezia. Una notizia che ha sconvolto chi aveva seguito la sua drammatica vicenda e che ora apre un nuovo capitolo tutto da chiarire.

Le cause della morte del ragazzo, infatti, sono ancora avvolte nel riserbo. Saranno gli accertamenti delle forze dell’onrdine gli esami disposti dall’autorità giudiziaria a stabilire cosa sia accaduto all’interno dell’appartamento dove il 37enne è stato rinvenuto morto. Al momento non sono state rese note le circostanze del decesso.

Pomezia, lancia acido contro il compagno dopo una lite e lo sfregia al volto: arrestata 29enne

L’aggressione con l’acido che aveva sconvolto Pomezia

La vicenda risale al 9 luglio, quando, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, una violenta lite scoppiata nell’abitazione della coppia, a Pomezia, sarebbe degenerata sul pianerottolo. La 29enne avrebbe afferrato una bottiglia contenente acido professionale disostruente e lo avrebbe lanciato contro il compagno, colpendolo al volto e al corpo e provocandogli ustioni gravissime e uno sfregio permanente

Trasportato in codice rosso all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, il giovane era stato ricoverato nel reparto Grandi Ustionati, dove i medici avevano riscontrato lesioni di terzo grado al volto e al collo. 

L’arresto della fidanzata e il provvedimento del Gip

Dopo l’aggressione, i Carabinieri della Compagnia di Pomezia avevano arrestato la donna con l’accusa di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

Durante la perquisizione nell’abitazione era stata sequestrata una bottiglia da un litro di liquido corrosivo, ritenuta compatibile con quella utilizzata nell’aggressione. Successivamente il Gip del Tribunale di Velletri aveva convalidato il provvedimento, disponendo nei confronti della 29enne il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lui frequentati, con l’obbligo di mantenere una distanza di almeno mille metri. 

Le ferite, il ricovero e il racconto sui social

L’aggressione aveva suscitato un’ondata di indignazione anche per le immagini e i messaggi pubblicati dal giovane sui propri profili social durante il ricovero. Nei suoi post aveva documentato le pesanti conseguenze dell’aggressione, raccontando non solo il dolore fisico provocato dalle ustioni, ma anche il difficile percorso che lo attendeva dopo le lesioni permanenti riportate al volto e sul corpo. Dopo il ricovero il 37enne aveva deciso di lasciare l’ospedale, rifiutando gli interventi chirurgici programmati. 

Ora il giallo sulla morte

La morte del giovane arriva a poche settimane da quella brutale aggressione che aveva profondamente colpito l’opinione pubblica. Per il momento non sono stati diffusi elementi che consentano di collegare il decesso alle ferite riportate o ad altre circostanze. Saranno gli accertamenti medico-legali e le indagini delle autorità competenti a fare piena luce su quanto accaduto.

Nel frattempo, la notizia ha provocato decine di messaggi di cordoglio da parte di amici e conoscenti, che avevano seguito da vicino la sua battaglia dopo l’aggressione con l’acido.