Ponte dei Congressi, l’opera del Giubileo slitta al 2031: mutuo da 145 milioni, costi +65%, solo 2,9% di fondi giubilari e espropri nel 2028
Roma, il Ponte dei Congressi che collegherà Fiumicino all’Eur Magliana,inserito dal sindaco-commissario Gualtieri tra le opere del Giubileo 2025 arriverà secondo il cronoprogramma ufficiale del Campidoglio soltanto nel 2031, dopo che – nel frattempo – il costo complessivo del cantiere è passato da 180,84 a 298,23 milioni di euro (+65%), la quota finanziata attraverso l’indebitamento (ossia mutuo) a carico di Roma e dei romani ha raggiunto quota 145,39 milioni di euro e con la certezza granitica – conti alla mano – che solo il 2,9% del conto totale verrà pagato con fondi giubilari, a dispetto della ‘pecetta’ giubilare attaccata al progetto ad uso e consumo delle elezioni per il Campidoglio 2027. E mentre il cantiere guarda ormai al prossimo decennio, gli atti capitolini consentono di emettere i decreti di esproprio fino al 18 novembre 2028, salvo ulteriori slittamenti.
Questo raccontano i documenti e le carte che Il Nuovo 7 Colli ha potuto visionare.
L’ultimo passaggio e un traguardo lontanissimo
La procedura ha compiuto un altro passaggio formale il 9 luglio scorso, quando l’appalto integrato di Anas risulta aggiudicato al raggruppamento guidato dal Consorzio Eteria. Ma la data che pesa di più resta quella indicata oggi dagli stessi portali pubblici: terzo trimestre 2031.
Roma aveva consegnato formalmente i lavori già il 30 marzo, precisando che il 2026 sarebbe stato dedicato alla progettazione e che la fase di cantiere vera e propria sarebbe entrata nel vivo all’inizio del 2027.
Il risultato è una distanza temporale evidente: l’opera è classificata nel programma del Giubileo 2025, ma la sua conclusione è programmata circa sei anni dopo l’Anno Santo.
Da 180 a 298 milioni: il conto cresce del 65%
Anche i numeri hanno cambiato dimensione. Quando il Ponte dei Congressi entrò nel programma giubilare con il Decreto dell’8 giugno 2023, il valore dell’intervento era fissato in 180.840.000 euro. Oggi il quadro economico ufficiale è pari a 298.230.427,97 euro: circa 117,39 milioni in più, equivalenti a un incremento del 64,9%.
L’ordinanza commissariale firmata da Roberto Gualtieri spiega le ragioni dell’aumento: insufficienza delle risorse emersa dalle precedenti procedure di gara e forte incremento dei prezzi delle materie prime e dei materiali. Sono quindi gli stessi atti pubblici a certificare che il vecchio quadro economico non era più sufficiente.
I 117 milioni diventano un quadro da 145 milioni di debito
C’è poi il capitolo finanziario, già emerso nel settembre 2025 con l’approvazione della delibera di Giunta n. 347. Roma aveva aggiornato il quadro economico proprio “ai fini dell’accensione del mutuo” necessario a finanziare una quota dell’intervento: 117.390.472,97 euro, imputati all’annualità 2026: come raccontato circa un anno fa da Il Nuovo 7 Colli.
Ma oggi, mettendo insieme gli atti, il quadro appare più ampio. Prima di quel maxi-finanziamento erano infatti già previsti 28 milioni di euro attraverso accensione di prestiti per la stessa opera. Sommando le due componenti si arriva a 145.390.472,97 euro di indebitamento collegato al Ponte dei Congressi. La cifra coincide esattamente con la quota che il portale ufficiale “Roma si Trasforma” indica oggi come finanziamento proveniente dal bilancio di Roma.
Quasi il 49% dell’intero valore dell’opera viene dunque coperto attraverso risorse capitoline finanziate a debito. Ossia mutuo.
Il paradosso dei fondi del Giubileo
Ancora più netto è il confronto con i finanziamenti propriamente giubilari. Dei 298,23 milioni complessivi, soltanto 8,64 milioni provengono dai fondi del Giubileo. Altri 144,2 milioni circa sono finanziati dal Ministero delle Infrastrutture, mentre 145,39 milioni fanno capo al bilancio capitolino.
In percentuale, i fondi giubilari rappresentano meno del 3% del valore complessivo dell’intervento.
È questo uno dei dati politicamente più rilevanti del dossier: un’opera inserita nel programma del Giubileo porta il marchio dell’Anno Santo, ma la parte direttamente finanziata con le risorse giubilari è minima rispetto al costo finale.
Espropri: la scadenza viene spinta al novembre 2028
E poi ci sono i terreni. Con l’ordinanza commissariale n. 8 del 4 febbraio 2026, Gualtieri ha disposto una proroga di due anni del termine per l’emissione dei decreti di esproprio: la nuova scadenza è il 18 novembre 2028. Le relative funzioni sono state affidate ad Anas.
Non significa che gli espropri inizieranno nel 2028, né che necessariamente dureranno fino a quella data. Significa però che l’amministrazione ha ritenuto necessario mantenere aperta fino alla fine del 2028 la possibilità di emanare i relativi decreti.
La sequenza delle date fotografa così tutta la distanza accumulata dal progetto: 2023, ingresso nel programma Giubileo a 180,84 milioni; 2024, revisione del quadro finanziario; 2025, via libera al nuovo indebitamento da 117,39 milioni; 2026, consegna e aggiudicazione dell’appalto; 2028, nuova scadenza massima degli espropri; 2031, conclusione prevista.
Il Ponte dei Congressi dovrebbe finalmente risolvere uno dei nodi storici della mobilità tra Eur, Magliana e Roma-Fiumicino. Ma prima di poterlo attraversare Roma dovrà affrontare un cantiere lunghissimo e, soprattutto, un conto profondamente diverso da quello con cui l’opera era entrata nel programma del Giubileo: quasi 300 milioni di euro e 145 milioni finanziati attraverso il debito capitolino.